Il dolore
Squadra mobile. La polizia rintraccia e arresta tre uomini in provincia di Bologna
Presi gli scassinatori dei self service
Roberta Bogi Pagnini
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POLIZIA Le immagini del furto e uno dei trapani utilizzati per i colpi ai danni delle casse dei self service di carburanti Incastrati dalle immagini delle telecamere nelle stazioni di servizio
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GROSSETO. Avevano preso di mira le casse dei distributori automatici delle pompe di benzina. Ma sono stati incastrati dalla rete di telecamere. Furti ben escogitati, con tecniche impeccabili che finivano per aver ragione dei contenitori di contante dei self service. Ma grazie alle immagini ricavate dai circuiti di videosorveglianza, la polizia è arrivata all'arresto di tre uomini residenti nel comune di Bologna. Un'attività di indagine partita il 26 luglio 2009. Quel giorno, poco dopo mezzogiorno, il primo furto. Secondo la squadra mobile, al distributore Tamoil di via Bulgaria entrano in azione Ernesto Di Nicola, classe 1956 di Argelato, e Ivano Lipparini del 1973, residente nello stesso paese: il colpo frutta 5 mila euro. Nella stessa giornata, sempre all'ora di pranzo, quando cioè i passaggi al distributore sono rarefatti, i due provano a scassinare anche la cassaforte del self service Q8 di via Castiglionese. Qui, però, l'arrivo di alcune persone disturba i "lavori" alla cassaforte, mandando all'aria il piano. Quale piano? La tecnica è ben precisa: scassinare lo sportello blindato della colonnina self service utilizzando due squadrette che, applicate sullo sportello, permettono di fare due buchi precisi che poi vengono trapanati agendo su dei perni, il tutto in 3 minuti al massimo. Un lavoro di alta precisione che i ladri riescono a svolgere servendosi di un camion che posizionato proprio davanti alla colonnina copre la visuale ai passanti. Dopo il primo flop, però, i ladri non si arrendono e tentano il terzo colpo, il 9 agosto 2009, al distributore Ip di via Giusti: qui Di Nicola vorrebbe ripetersi nell'impresa, questa volta accompagnato da un nuovo complice, Karol Woelc, 21enne slovacco ma residente a Castel Maggiore, sempre nel Bolognese, che si trova a bordo di una 500 gialla. Il colpo, però, va a vuoto sempre a causa dell'arrivo di alcune persone. E poi ci sono le telecamere del distributore di benzina. Perché, mentre alla Tamoil gli autori del furto ne avrebbero spostato il campo di ripresa, nel secondo e terzo tentativo di furto i ladri non si accorgono di essere ripresi. Gli agenti possono così scoprire il numero di targa del furgone: nel primo e secondo furto un Ford Transit, nel terzo è un Mercedes. Risalgono così al proprietario, un rumeno abitante a Bologna, titolare di un'impresa edile. Comincia così da parte degli agenti uno screening di tutti i conoscenti del rumeno che non risulta coinvolto in alcun modo nei furti, fino ad arrivare a Di Nicola, anche lui titolare di una piccola impresa artigianale nel campo dell'edilizia e già noto alle forze di polizia. Da lì a poco ecco un nome per i complici: la 500 gialla, ben riconoscibile nel suo paese di residenza, tradisce Woelc. Per i tre è stata richiesta un'ordinanza di custodia cautelare: Di Nicola è in carcere a Pisa, mentre Woelc e Lipparini sono ai domiciliari.
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