Sicurezza
Il killer dei castagni provocherà danni per 5 millioni di euro
Fiora Bonelli
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ARCIDOSSO. Il sistema castagno dell'Amiata deve essere difeso con le unghie e coi denti dall'attacco di un insetto che potrebbe mandare a rotoli un'attività da 5 milioni di euro, oltrre a essere un presidio ambientale di prim'ordine. Questo patrimonio rischia di essere messo in ginocchio dell'imenottero cinese, il cinipide galligeno, che ha già infestato a macchia di leopardo vari castagneti e che se non curato decimerà dell'85% i raccolti. In comunità montana, chiamati a raccolta dalle istituzioni, lunedì sera c'erano decine e decine di castanicoltori: una sala straripante di pubblico, alla presenza dei vertici dell'Ente montano, dell'Associazione castagna Igp, del Corpo forestale, del Consorzio Forestale, dei sindaci amiatini delle associazioni di categoria, e dell'assessore provinciale dell'agricoltura Enzo Rossi. E dopo la recente assemblea di Casteldelpiano, anche questa ha dovuto prendere atto, sulla scorta degli interventi di Fazzi, Ulivieri, Fabbrizzi, Franchi, che contro il cinipide c'è solo la "cura" con l'antagonista. Un altro insetto, che, però, è allevato dalla ricerca della Università di Torino che non riesce a sopperire alle richieste. Per cui, nella zona amiatina, per ora non è stato possibile lanciarlo. La situazione è dunque grave. Che fare?. Gli oratori che si sono succeduti al tavolo, lo hanno detto chiaramente: niente può essere fatto se non rallentare la riproduzione dell'insetto con appropriate diliscature. Dunque monitorare i castagneti, potare le piante più aggredite e bruciarle ramaglie. La diffusione non si fermerà, ma andrà avanti più lentamente. La regione Toscana, lo ha confermato l'assessore provinciale Rossi, ha in animo di impiantare anche in Toscana siti per allevare il Torius, l'antagonista del cinipide e la stessa provincia, per bocca di Rossi, afferma che "la cosa va presa di petto". E non è affatto escluso che anche in provincia si provi ad allevare l'insetto antagonista. Ma della possibilità di vedere il Torius sull'Amiata non se ne parlerà per lo meno fino al prossimo anno. Intanto c'è chi pota e brucia e c'è chi resta fatalisticamente inerte. Da parte di tutte le istituzioni e degli esperti, l'invito è di non mollare: «Stiamo lavorando di concerto tutti insieme, vi sono tavoli regionali e nazionali per il problema castagno», ha ricordato Lorenzo Fazzi, presidente dell'Associazione castagna Igp, «abbiamo finalmente portato questo argomento ad un livello di attenzione che mai aveva avuto prima. Ora fra i problemi dell'agricoltura c'è anche questo». E pure Claudio Franci, sindaco di Castel del Piano, ha premuto sul medesimo tasto, affermando, poi, che bisognerà agire per chiedere sostegni concreti per le perdite notevoli che dovranno affrontare i produttori e tutta la filiera. Ma di tutta la parte riguardante eventuali "risarcimenti" o altri interventi a sostegno del settore, per ora, non c'è nulla di certo e concreto.
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