Il Tirreno

Grosseto

L’architetto Aureli punta il dito sulle tante piccole brutture diffuse

Cassonetti e climatizzatori «Qui l'estetica è calpestata»

Elisabetta Giorgi
<b>PERICOLOSA </b>La ringhiera di uno scavo
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PERICOLOSA La ringhiera di uno scavo

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 GROSSETO. Dalle buche per strada ai cassonetti disordinati, dai climatizzatori sulle facciate dei palazzi ai "bassifondi" che proliferano nelle vie più centrali di Grosseto: siamo alla terza tappa del percorso a ostacoli fatto con l'architetto Roberto Aureli (presidente dell'associazione Amici del centro storico) per fotografare i "malanni" dentro le mura. Questioni non solo di degrado, ma anche di decoro.  In ogni caso questioni «che non sono di minor conto e sulle quali avanziamo una richiesta precisa: un regolamento specifico per il centro storico», dice Aureli. «Dalle insegne al neon ai cestini, al verde pubblico o ai problemi della movida notturna: vogliamo che tutto sia disciplinato». I "bassifondi" grossetani. In centro storico sempre più fondi (garage, rimesse, locali commerciali) sono trasformati in appartamenti. È il fenomeno dei «cosiddetti "bassifondi" grossetani - spiega Aureli - che proliferano sempre di più, come vediamo in alcune strade tipo via Solferino». Ve ne sono decine e ben riconoscibili (anche dopo la mutazione genetica) al livello della strada, per via di alcuni elementi caratteristici. Davanti al portone c'è un'inferriata. E in mezzo (come si intravede dalla grata) stendini coi panni appesi e climatizzatori sparati in terra. Problema sollevato anche da Andrea Severi, farmacista e membro dell'associazione. «In via Montanara ve ne sono diversi e non è un bello spettacolo». Ma «il problema è doppio - chiosa Severi - perché se da una parte si sottrae un posto auto prima ricavato nella rimessa, dall'altra si chiede un posto auto nuovo per la residenza appena nata. Ciò comporta che c'è una richiesta sempre maggiore per parcheggiare in centro, dove posti non ci sono».  Climatizzatori a vista. Sono un'altra questione che investe il piano dell'estetica. «Li vediamo schierati nelle facciate dei palazzi, in fila, più o meno all'altezza del primo o secondo piano. Corrono in prospettiva, sfilano sopra negozi e case di via San Martino, Palestro, Paglialunga, Aldobrandeschi, dell'Unione». Bianchi o grigi, ricoperti da grate o zanzariere. «Anche in questo caso non sono un bello spettacolo: anzi, sono uno dei paradossi del centro dove da una parte c'è un proliferare di regole e vincoli, e dall'altra ci sono licenze che permettono troppo».  Ringhiera a norma? Siamo in via dell'Unione, dove una ringhiera delimita uno scavo: è l'antico strato di Grosseto lasciato a vista. «Ma come già segnalato per la balaustra del Cassero - indica il professionista - anche questa non è a norma. La distanza tra un listello e l'altro dovrebbe avere un diametro massimo di 10 centimetri, mentre qui, vedete.. i bambini possono infilare la testa dentro e cascare di sotto. Anche gli spigoli sono appuntiti..». «Bastava mettessero un vetro antisfondamento per pavimentare lo strato e si risolveva il problema», suggerisce la commerciante di fronte.  Le buche. Pure «la pavimentazione in alcune strade è decisamente disastrata». Mentre l'architetto indica una voragine aperta in via Paglialunga, una carrozzina si incastra e la madre, per liberarla, inciampa dentro. «Ma ce ne sono di profonde anche tra piazza Indipendenza e piazza San Francesco».  I cassonetti. In piazza Indipendenza angolo via Vinzaglio, dove gira la chiesa dei Bigi, quattro cassonetti sono addossati alla parete del cinquecentesco monumento. «I ragazzi, che si ritrovano a fare schiamazzi la sera, vi hanno dato fuoco e ovviamente si è annerita anche la parete del monumento». È rimasta una fumata nera, una striscia verticale. «Tutto questo è successo - secondo Aureli - perché manca una precisa regolamentazione dei cassonetti. Non è mai stato fatto un piano ad hoc che disegnasse gli spazi, gli stalli. E questi quattro si sono ritrovati attaccati alla chiesa...».  Su tutto questo l'associazione invoca un regolamento specifico per il centro storico. «La lista è lunga. Chiediamo che vengano stabiliti regolamenti sull'uso dei locali notturni, sugli orari di apertura, sui luoghi delle manifestazioni. Vogliamo che vengano attuate norme sul piano sia del colore (insegne, cestini, cassonetti che siano "parcheggiati" in posti specifici) che del verde del centro storico».

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