Il Tirreno

Grosseto

Banda del trapano. Giudizio immediato a inizio luglio per sette albanesi

Furti, le vittime sono 90

<b>GIUDICE.</b> Pietro Molino
◗
GIUDICE. Pietro Molino

Il giudice pubblica l'elenco sul web e sulla stampa

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Gli imputati sono 7. Le parti offese una novantina. Novanta persone ritenute vittima dei furti messi a segno negli appartamenti dalla cosidetta "banda del trapano" che i carabinieri scoprirono nell'ottobre l'anno scorso, facendo scattare gli arresti. Il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi ha chiesto il giudizio immediato e il gip Pietro Molino l'ha accordato, fissando l'udienza per il 7 luglio. Ma l'alto numero delle notifiche da effettuare ha indotto il giudice a disporre anche la pubblicazione in altre forme: il decreto è consultabile all'albo del Comune, sul sito www.tribunale.grosseto.it, sul quotidiano telematico del ministero www.giustizia.it (sezione "avvisi e notifiche"), sulla Gazzetta ufficiale e anche sul giornale (alla pagina XIV di questo fascicolo) per cercare di raggiungere il maggior numero di persone interessate. Ci sono grossetani, follonichesi, gavorranesi, scarlinesi, massetani, maglianesi, orbetellani, gigliesi, arcidossini, ma anche senesi, fiorentini, pisani, livornesi, pistoiesi; e ancora campani e romani; addirittura persone residenti all'estero. I tempi ristretti del giudizio immediato non avrebbero consentito l'invio ordinario delle notifiche. E così ecco la scelta inconsueta della "notificazione per pubblici annunzi alle persone offese".  Chi sono gli imputati? Sono Tony Ndreu, 29 anni, Albert Hasbajrami, 24 anni, Astrit Shira, 26 anni, Shkelqim Shira, 32 anni, Seferi Bektash, 30 anni, Shkelzen Shira, 27 anni, Admir Shehu, 28 anni, tutti di nazionalità albanesi, alcuni dei quali detenuti. Da soli, in concorso e con varie combinazioni, sono ritenuti gli autori di numerosissimi furti (una cinquantina) messi a segno nel corso tra il febbraio e il luglio 2009 in provincia ma anche fuori.  Perché "banda del trapano"? Perché la tecnica sarebbe stata sempre la stessa: i ladri sarebbero entrati (scalzi) negli appartamenti forzando la finestra eseguendo un microscopico foro con un trapano negli infissi. Il 10 aprile 2009 una macchina dei carabinieri aveva intercettato una Ford Focus, rubata, lungo l'Aurelia. All'alt invece di fermarsi l'auto aveva forzato il posto di blocco. I passeggeri riuscirono a scappare. Quella stessa notte sul litorale erano stati messi a segno una decina di furti. In mezzo alla refurtiva era stato trovato un cellulare, ancora acceso. Dentro la sim card di uno dei presunti componenti della banda. Da qui erano scattate le indagini che avevano portato, a ottobre, all'emissione di dieci ordini di custodia cautelare, cinque dei quali ritenuti nulli a novembre per un difetto di notifica ma poi rinnovati.  Anche gli investigatori avevano fatto ricorso all'informatica, invitando le vittime dei furti a consultare il sito www.carabinieri.it per scoprire se tra la refurtiva recuperata c'erano oggetti che appartenevano loro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa