Sicurezza
A breve una gara per risistemare gli scali e strutture a cominciare dal lungomare
Alaggi, caccia al gestore
Renzo Wongher
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SINDACO. Arturo Cerulli Il sindaco Cerulli: società sciolta perché creava problemi
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PORTO S. STEFANO. C'è un grande punto interrogativo sugli scali d'alaggio del Valle. Per fare chiarezza su questo delicato argomento abbiamo interpellato il sindaco dell'Argentario Arturo Cerulli al quale abbiamo chiesto PER prima cosa di fare chiarezza sullo scioglimento della SO.GE.SCA (Società Gestione Scali) che ha fatto rimergere il problema degli scali d'alaggio del Valle chiusi da quasi vent'anni. Perchè eliminare la Sogesca che avrebbe voluto rimetterli in funzione? «Gli scali d'alaggio in darsena, sono un problema che che va risolto. Sogesca aveva comportato una serie di ricorsi al Tar, controversie legali, chi di fatto avevano bloccato quell'area. Quindi mi è sembrato giusto riscoperchiare questa pentola per andare oltre e marciare nell'ottica che vede l'area iniziando dal pontile del Valle e per tutto il Water Front completamente da risistemare. Abbiamo iniziato dal Piazzale Candi dal quale toglieremo le biglietterie per il Giglio e Giannutri e arriveremo fino allo scivolo della Darsena. Questo è l'interesse della pubblica amministrazione circa quest'area. Poi in parallelo, abbiamo visto che la Sogesca era inattiva quindi mi è sembrato bene eliminarla. Questo non significa che non siamo interessati». Avete già qualche idea su che direzione prendere? «In questi giorni ci stiamo incontrando con alcuni soggetti che gli scali d'alaggio dovrebbero utilizzare, perché al di là di chi ci vede un business mi sembra giusto che S. Stefano abbia scali d'alaggio efficienti e funzionanti. Quindi stiamo pensando a cosa possiamo fare su quella superficie, pensiamo anche ad un travel-lift, abbiamo già fatto una serie di incontri preliminari con i soggetti che queste strutture andrebbero ad utilizzare e quindi penso che tra qualce giorno si potrà sapere qualcosa. Comunque mi sembra sia arrivato il momento per mettere mano anche a questa spinosissima faccenda per troppo tempo rimasta in letargo». Pensate di dare in gestione la struttura? «Certamente. Il Comune non si può sostituire il privato nella gestione di cose come queste. È chiaro che il Comune deve essere presente, ma la sua presenza non vuol dire essere dentro le società. Il Comune deve solo svolgere il suo ruolo pubblico, esercitare una buona sorveglianza e una garanzia nei confronti di tutti».
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