Sicurezza
Ora fiato sospeso per i piccoli
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CONFESERCENTI Il presidente Pier Ferruccio Lucheroni Vertici preoccupati. Regina (Ascom) chiede di aiutare i negozi "tradizionali" con gli oneri di urbanizzazione
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GROSSETO. Centro commerciale e commercianti. Un rapporto non sempre idilliaco, a dispetto di quanto si può pensare, almeno nella vicenda del Casalone. La notizia del via libera della Regione al Vecchia Aurelia scatena, infatti, reazioni contrastanti tra le associazioni di commercianti e addirittura in seno alle associazioni stesse. «Si stava bene anche senza centro commerciale e caso mai ne bastava uno - spiega Claudio Chiti, presidente di Ascom - ma adesso si parla addirittura di due centri per Grosseto e forse altri sono in vista. E questa è di sicuro la situazione peggiore. La nostra amarezza è che all'inizio avevamo concordato di partecipare alla commercializzazione delle licenze, ma ne siamo stati estromessi. La proprietà ci ha usati all'inizio e poi ci ha tagliati fuori». «I piccoli commercianti pagheranno cara la presenza di un centro commerciale di queste dimensioni - gli fa eco Paolo Regina, che di Ascom è il direttore - e per questo chiederemo che parte degli oneri di urbanizzazione siano destinati alla riqualificazione del commercio tradizionale. Questo significa fare interventi sulla città, sulle strade e sull'arredo urbano, ma anche finanziare i consorzi Fidi, che sono uno strumento che fa da moltiplicatore per l'accesso al credito degli imprenditori». Diversa la reazione dell'altra associazione di negozianti, Confesercenti, o almeno diversa è la reazione del suo presidente, Pier Ferruccio Lucheroni. «Su questo centro commerciale - spiega Lucheroni - abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo. Del resto, è stato possibile realizzarlo anche grazie al lavoro delle due associazioni, la nostra e Ascom. Siamo contenti che il codice di comportamento sia stato rispettato e, anche se non vediamo di buon occhio la grande distribuzione, è pur vero che questa è la soluzione migliore anche per i piccoli commercianti grossetani. Tutti, in fondo, erano curiosi e sono andati a vedere gli affitti. Molti sono riusciti a cogliere questa opportunità, perché l'importante è esserci». Meno entusiasta, all'interno di Confesercenti, è il direttore Daniele Angiolini. «Il rapporto attività commerciali e abitanti - spiega - a Grosseto è già stato sforato e di molto. A questo punto le istituzioni devono pensare a quale sarà il futuro del commercio in questa città e dire chiaramente cosa prevede il nuovo piano strutturale». F.F.
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