Il Tirreno

Grosseto

Il mare si porta via la spiaggia

Michele Stefanelli
<b>SPIAGGIA</b> Il Chiarone e il sindaco Bellumori
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SPIAGGIA Il Chiarone e il sindaco Bellumori

Appello del sindaco di Capalbio per bloccare l'erosione al Chiarone

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 CAPALBIO. «Aiutateci al più presto salvare la spiaggia del Chiarone, o sparirà a breve».  Ancora una volta scatta l'allarme erosione della costa, un fenomeno che riguarda un po' tutto il litorale maremmano con arretramento della linea di costa molto frequente che parte da sud per arrivare fino a Punta Ala e Follonica.  Il sindaco del comune di Capalbio, Luigi Bellumori ha reso pubblica una relazione che risulta essere un appello a salvare una delle spiagge più importanti della Costa D'Argento.  La relazione, firmata dal professore ed esperto in materia, Enzo Pranzini, che risale al 14 maggio 2010, è stata svolta nell'ambito delle attività di ricerca del dipartimento di "Scienze della Terra" dell'università di Firenze.  Si legge nell'introduzione "Illustra alcune caratteristiche della dinamica morfologica di questo litorale che spiegano i processi erosivi che si sono scatenati in prossimità della foce del Chiarone a seguito di mareggiate, di non eccezionale intensità, avvenute nei primi giorni di maggio, in particolare quella del 7 maggio».  Scrive il professor Pranzini «Il quadro che si è andati a delineare deve guidare negli interventi che la gravità e l'urgenza della situazione richiedono, rimandando ad indagini più approfondite le scelte di medio e lungo termine che dovranno essere adottate».  Nella relazione si parla degli stessi effetti che le mareggiate e l'erosione hanno avuto a Macchiatonda, dove lo stesso problema è esploso in modo così grave.  Così scrive lo studioso analizzando il fenomeno: «L'equilibrio dinamico che ha caratterizzato per decenni la zona e l'erosione in essa, forse si è rotto oppure oggi prevalgono condizioni di erosione generalizzata. E' necessaria la difesa delle strutture balneari, seriamente danneggiate dalle mareggiate dei primi di maggio ma è opportuno limitare fenomeni di riflessione del moto ondoso, non costruire opere di difesa sulla spiaggia e procedere solo ad una ricostituzione dell'arenile.  Da escludere è la realizzazione di una scogliera aderente mentre sacchi in rete sintetica riempiti di scogli possono essere una buona soluzione alternativa per la realizzazione di una difesa aderente».  E ancora sulle possibili soluzioni: «La difesa provvisoria delle strutture minacciate dall'erosione potrebbe avvenire, come a Macchiatonda, con geotubi o con sacchi di rete sintetica riempiti con pietrame, privilegiando profili che inducano la minor riflessione possibile del moto delle onde.  La rimuovibilità delle difese deve essere un principio non negoziabile ed esse devono essere considerate come sperimentali e sottoposte a monitoraggio.  Lo stato attuale della spiaggia in prossimità della foce del Chiarone impone l'adozione di interventi che devono tenere conto dell'impossibilità di disporre di un quadro conoscitivo completo e basarsi quindi sul principio di precauzione».

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