Il Tirreno

Grosseto

La provocazione dell'esperto «Il marito diventi San Lorenzo per creare l'opera concettuale»

Federico Lazzotti
<b>L&#146;AFFRESCO DI SANT&#146;ANNA </b>Nella foto qui accanto il sindaco Bonifazi con autrici e ispiratrice dell&#146;opera il giorno dell&#146; inaugurazione Sopra i volti della moglie del direttore della societ&agrave; Anna Banci e quello della Santa
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L’AFFRESCO DI SANT’ANNA Nella foto qui accanto il sindaco Bonifazi con autrici e ispiratrice dell’opera il giorno dell’ inaugurazione Sopra i volti della moglie del direttore della società Anna Banci e quello della Santa

Il direttore del Cedav: bisogna controllare le opere pubbliche per non trovarsi con brutte sorprese il giorno dell'inaugurazione

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 GROSSETO. Come placare la bufera sull'affresco di Sant'Anna a Sterpeto raffigurata con la città alle spalle e il volto della moglie del direttore del cimitero? Cancellarlo? Cambiarlo? «No, mettendo la faccia del marito al posto di San Lorenzo», per far diventare i due dipinti «un'opera concettuale da raccontare ai turisti». Mauro Papa, 40 anni, docente d'arte contemporanea e direttore del centro di documentazione d'arti visive del Comune di Grosseto non riesce a trovare esempi simili rispetto a quello avvenuto a Sterpeto dove la moglie del direttore della società pubblica che ha commissionato l'opera è finita per «riconoscenza» delle autrici per rappresentare il volto della Madre di Maria.  «Per trovare episodi come questo nel mondo dell'Arte - spiega Papa - è necessario tornare al Caravaggio che quando dipingeva inseriva amici e conoscenti nelle opere oppure, in epoca più recente, a Guttuso che all'interno di una chiesa come documentato dal film Baaria di Tornatore ha affrescato le pareti con le facce di tutti i suoi compaesani. Questi però sono casi in cui il committente è privato. In questo caso, invece, è pubblico e quindi l'opera deve essere fatta nell'interesse della comunità, dunque controllata dai cittadini e dagli esperti. In altre realtà ci sono apposite commissioni che si occupano della pianificazione dell'arredo urbano. A Torino, addirittura, è una commissione stabile. Non parliamo poi dell'estero... Invece qui da noi si continua a trattare l'arte pubblica come fosse un fatto privato. È strano che un affresco che sarà esposto in un cimitero non venga controllato dall'idea fino alla conclusione dei lavori. Assurdo pensare che solo il giorno dell'inaugurazione venga svelato. Il rischio sono le brutte sorprese. Pensate se accadesse lo stesso per una strada o un ospedale».  Chi garantisce per l'Arte? In Maremma, insomma, in fatto di pianificazione e scelta dell'arredo urbano ci sono delle lacune anche a livello di strumenti di controllo. In passato sono state fatte scelte criticabili volte al limite dell'assurdo.  «L'esempio più calzante di queste scelte - prosegue il direttore del Cedav - riguarda la statua che originariamente era stata pensata e incisa in onore di un minatore e poi donata al Comune negli anni Sessanta dallo stesso artista. Ecco, quella statua, da un giorno all'altro, è diventata il simbolo dell'alluvione a Grosseto del 1966 anche se con quell'evento non ha nessun legame. C'era da intitolare una statua ed è stata presa la prima cosa che c'era a disposizione. Lo stesso accade anche oggi quando si mettono le statue in mezzo alle rotatorie senza chiedere a nessuno se è la scelta giusta. Non si tratta di censura ma di controllo che è altra cosa».  Per l'affresco di Sterpeto come per qualsiasi opera pubblico si sarebbe dovuto seguire un percorso come si fa quando il Comune o una società a partecipazione pubblica devono costruire un edificio. Come si sarebbe dovuto fare allora trattandosi di cosa pubblica?  «Per prima cosa indicendo una gara per assegnare l'affresco - spiega Mauro Papa - poi una commissione di esperti formata da architetti, urbanisti, esperti d'arte o gli stessi cittadini danno la loro opinione, partecipano alla scelta, insomma. Fatto questo si seguono i lavori passo passo e soprattutto si vigila su quello che accade». E magari si sceglie tutti insieme il volto che avrà Sant'Anna alle porte del cimitero. Adesso che l'opportunità è sfumata toccherà al sindaco Emilio Bonifazi e al presidente della San Lorenzo Luca Merelli trovare una soluzione per togliere tutti dall'imbarazzo. L'appuntamento tra i due è per oggi. L'affresco di Sant'Anna potrebbe avere una seconda vita.

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di Redazione web