Sicurezza
Inginocchiatoio, foto e tendaggi: tutto rigorosamente nerazzurro
Inter, febbre da Champions Un altarino per il "dio" Mou
Pierluigi Sposato
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ADORAZIONE Viggiani davanti alla foto di Mourinho e con una bandiera dellInter 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Mourinho? Un dio. L'Inter? Una fede. Non c'è allora da meravigliarsi se Roberto Viggiani, tifoso interista, ha allestito un vero e proprio "altarino" nerazzurro, con tanto di inginocchiatoio, proprio accanto all'ingresso della sua bottega artigiana. Pazza idea che ha portato bene. Scherzi della febbre da tifo... A Viggiani, che per mestiere si occupa di tende, l'allestimento è costato quattro giorni di lavoro. In via Sicilia lo stand è visibile da lontano, anche perché accompagnato da tre bandiere nerazzurre issate da lui stesso sui lampioni dall'altra parte della strada. È mèta di tifosi divertiti, di avventori del Bar 2009 adiacente; e anche i passanti non possono fare a meno di notare l'altarino. «E quando mi capita un'altra occasione come questa? - dice Viggiani, 65 anni, interista da sempre - È un momento che aspettavo da 45 anni», aggiunge riferendosi all'ultimo appuntamento europeo dell'Internazionale Fc. Quando le è venuta l'idea? «Quando l'Inter si è qualificato per la finale. Allora ho cominciato a pensare a questa realizzazione. Del resto, qualcosa di simile avevo fatto in occasione del primo scudetto del Bbc, nel 1986». Così all'edicola vicina ha recuperato i poster di Eto, Milito, Balotelli, Maicon, Thiago Motta e quello dell'inossidabile Zanetti a duello con l'ex Ibrahimovic. Ha inserito in un montaggio le immagini di José Mourinho accostandolo a una divinità, con tanto di scritta in latino maccheronico. E alla base ha posizionato un inginocchiatoio appositamente realizzato, arricchito da una sciarpa naturalmente nerazzurra. Intorno, una cornice rigorosamente nerazzurra, drappeggiata a modo. «Ero andato a Siena per l'ultima di campionato e avevo fatto scorta - dice Viggiani - comprando anche la sciarpa con il numero 18, quello degli scudetti dell'Inter. Però me l'hanno portata via l'altro giorno, quando avevo appena montato i primi oggetti. Chissà, forse i ragazzi che passavano...». Viggiani non si è perso d'animo e ha portato a compimento il lavoro. Originale. «Oggi mangio qui - aggiunge indicando il tavolo del bar - Non lo lascio». Scaramanzia. Poi, alle 20,45, la corsa davanti al televisore, in casa di un amico: «Siamo in sei». È andata che l'Inter ha vinto. Ma l'importante era che la pazza idea nerazzurra prendesse forma.
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