Il Tirreno

Grosseto

«Anna ha ispirato il viso di S.Anna»

Federico Lazzotti
<b>ALL&#146;INAUGURAZIONE.</b> Le autrici con Anna Banci (prima da destra) nella foto grande. Il volto della Santa, sotto il cartello ricordo
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ALL’INAUGURAZIONE. Le autrici con Anna Banci (prima da destra) nella foto grande. Il volto della Santa, sotto il cartello ricordo

Una delle autrici ammette: gesto di riconoscenza, nessuna blasfemia

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 GROSSETO. Anna ha ispirato il volto di Sant'Anna. Lo dice a mezza voce una delle autrici dell'affresco inaugurato giovedì scorso all'ingresso del cimitero di Sterpeto. E dire che il maxi dipinto doveva dare pace ai defunti e conforto al dolore dei visitatori. Invece da quando è stato svelato rivelando una somiglianza un po' troppo accentuata tra il volto scelto per ritrarre la Santa e la moglie dell'ex amministratore delegato della società che ha commissionato l'opera, si è scatenata la bufera dei vivi tra risate e indignazione.  In particolare quella di chi frequenta i corridoi del Comune, tanto che il sindaco Emilio Bonifazi che era tra i presenti all'inaugurazione con mezza giunta: Maurizio Frosolini e Cinzia Tacconi domani ha convocato nel suo ufficio il presidente della San Lorenzo servizi Luca Merelli per trovare una soluzione all'imbarazzo generale. Lasciare il ritratto così com'è oppure cambiarne sguardo, ovale e lineamenti?  Qui sopra pubblichiamo, una vicino all'altra, la foto dell'affresco della Santa, madre di Maria che punì il disprezzo dei contadini di Maremma creando - come racconta la leggenda - il lago dell'Accesa e la donna al centro della polemica che pure fa Anna di nome e Banci di cognome ma che invece di proteggere la trebbiatura lavora con marito, figlia e genero proprio nella società partecipata che si occupa dei servizi cimiteriali.  Stesso sguardo, naso, capelli e forma del viso. Anche se il volto ritratto nell'affresco sembra un po' più giovane pare difficile dire «non mi assoglia per niente», come ripeteva Johnny Stecchino nel celebre film di Roberto Benigni. E più di una mezza ammissione sulla figura alla quale è ispirato l'affresco, la fa una delle due autrici dell'opera, dipinta in cinque mesi e costata poco meno di seimila euro. «Dovevamo finirla in sessanta giorni ma il maltempo ha ritardo la conclusione», spiega l'artista. Elga Ermini, 40 anni da compiere, pittrice grossetana, con esperieze artistiche tra Milano, Novara e Verona racconta: «Fin dall'antichità gli artisti hanno preso spunto da quello che vedevano intorno a loro. Anna Banci e suo marito - prosegue - ci sono sempre stati vicini, hanno creduto nel nostro lavoro artistico, ci hanno appoggiato e così ci siamo ispirate a lei quando abbiamo dovuto dipingere il volto della Santa. Abbiamo esagerato? Non lo so, ma di una cosa sono sicura: ma né io né la mia collega abbiamo voluto fare nulla di blasfemo, non volevamo offendere nessuno né la Curia né gli amministratori. A Roma - conclude facendo un esempio - nella chiesa della Santa Maria Vergine Annunziata hanno fatto degli affreschi dei santi con volti umani e nessuno si è lamentato».  L'ex amministratore delegato della società Romeo Banci, marito della donna al centro della polemica e finito nel mirino per aver firmato il dipinto con una targhetta che ricorda le abitudini di Elismo Pesucci smorza i toni.  «La somiglianza tra mia moglie e il volto di Sant'Anna c'è - ammette Banci che fino allo scorso marzo era amministratore delegato della San Lorenzo - e a me fa piacere. In ogni caso si è trattato di una libertà artistica delle pittrici che si sono ispirate a due santini, non certo a una volontà personale tantomeno a una richiesta. Nemmeno io prima che venisse svelato potevo pensare che potesse ricordare il volto di mia moglie».  Pare però che nessuno degli amministratori avesse visto prima dell'inaugurazione il volto di Sant'Anna, che nella dottrina cattolica viene descritta con un libro in mano. «Abbiamo lavorato - prosegue l'autrice sempre su delle impalcature e non è stato facile nemmeno per noi concludere il lavoro in questo modo così pulito a livello pittorico». Ma possibile - si domandano ora sindaco e assessori - che il consiglio d'amministrazione non ne sapesse nulla?  «Avevamo visto un bozzetto su un foglio A4 - ricorda il presidente Luca Merelli - ma da quello non si vedeva la donna raffigurata con il volto di Sant'Anna. Ho già parlato con le autrici adesso decideremo che cosa fare anche se è sempre brutto mettere le mani su un'opera conclusa».  Insomma, per ora il dipinto di Sant'Anna con il volto di Anna Banci resta al suo posto. Domani dopo il colloquio in Comune sapremo il destino di un affresco che in ogni caso resterà nella storia, ora c'è da capire quale: quella dell'arte o in quella della città. ALTRO SERVIZIO A PAG 11  

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