Il Tirreno

Grosseto

Prosegue la polemica dei commercianti di Marina e Principina

Il Comitato all'amministrazione «Siamo le cenerentole del Comune Risposte su gazebo e permessi»

<b>GAZEBO </b>e tende davanti ai bar ai negozi a Marina e Principina infuria la polemica
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GAZEBO e tende davanti ai bar ai negozi a Marina e Principina infuria la polemica

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 GROSSETO. «Marina e Principina sono le cenerentole del Comune. Ha fatto bene il consigliere Giancarlo Tei a porre meno vincoli per le tende, i frangivento e le strutture leggere fuori dai bar ma il problema riguarda anche gli esercizi».  In particolare quelli che «vendono generi vari e che devono difendere la merce e i clienti dal sole o dalla pioggia». Così dopo il caso dell'aumento della Tarsu torna a parlare dei problemi dei commercianti delle stazioni balneari grossetane il presidente del comitato "Amici di Marina" Sergio Maggini. «Quella delle coperture per le attività commerciali - spiega - è una patata bollente e una vicenda annosa (chiaro il riferimento alla guerra dei gazebo, ndc) ed è bene che qualcuno se ne occupi, ma dal Comune ad oggi il 90 per cento di noi commercianti non ha ricevuto comunicazioni su come comportarsi per la stagione alle porte anche se le domande sono state presentate entro la fine dell'anno». C'è di più: i negozianti di Marina e Principina aderenti al comitato avevano chiesto in una seduta della quarta commissione consiliare a gennaio la possibilità di anticipare l'inizio della stagione al Primo maggio. Dal Comune non è arrivato né un sì né un no: «Fa onore - scrive Maggini - che in 4 mesi non abbiano risposto mentre ci ha risposto il Ministero del Turismo che sin dall'anno scorso ha dimostrato sensibilità». A tal punto che Maggini rinnova l'invito agli amministratori locali a fare un sopralluogo per conoscere gli umori e le preoccupazioni dei commercianti ma dal momento che finora pare che non si sia visto nessuno «potrebbe arrivare prima il ministro Vittoria Brambilla». «Vogliamo solo equità di trattamento almeno rispetto ai banchetti di ambulanti e artigiani. Perché si allestiscono gazebo per iniziative culturali e politiche e noi dobbiamo lavorare sotto il sole cocente con miseri ombrelloni oltretutto indecorosi per i villeggianti?». (s.l.)

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