Il Tirreno

Grosseto

Casalone, accordo sulle assunzioni

Francesca Ferri
<b>TUTTO PRONTO </b>nell&#146;area ex Chigiotti al Casalone per l&#146;apertura del nuovo centro commerciale
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TUTTO PRONTO nell’area ex Chigiotti al Casalone per l’apertura del nuovo centro commerciale

Trecento posti, corsie preferenziali per lavoratori grossetani in esubero

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 GROSSETO. I lavoratori del commercio grossetani a tempo determinato e in esubero potrebbero avere una corsia preferenziale per l'assunzione al nuovo centro commerciale del Casalone. Alla vigilia della conferenza dei servizi che lunedì prossimo dovrebbe dare il via libera all'apertura, Cigil, Cisl e Uil hanno firmato con la società Barghi srl, proprietaria della struttura, un protocollo di intesa sulle future assunzioni. Il protocollo riguarda le aziende che apriranno punti vendita con più di 15 dipendenti.  La Barghi si impegna a convincerle ad assumere almeno il 20 per cento del personale tra i dipendenti attualmente in part time o tra i nuovi eventuali esuberi. In sostanza nel trasferimento al Casalone, i negozi dovrebbero "arruolare" personale già impiegato oggi nei punti vendita di Grosseto con contratti part time mai stabilizzati o quello che potrebbe essere in esubero una volta aperto il Casalone.  «Siamo ben felici di questo accordo - spiega Romelio Ricci, uno dei soci della Barghi - perché è nell'interesse non solo dei lavoratori ma anche nostro. Ci auguriamo, a questo punto, che l'amministrazione comunale si impegni a dare il consenso definitivo all'apertura e saremo pronti a partire già alla fine delle vacanze estive».  Soddisfazione anche dalla Cisl. «Di solito - spiega Alessandro Gualtieri di Cisl Fisascat - nelle grandi catene chi viene assunto a tempo determinato aspetta anche quattro o cinque anni il posto fisso. Con questo accordo si crea una corsia preferenziale per chi è in difficoltà e questo è uno dei primi progetti del genere fatto in Italia. L'altro obiettivo è quello di far assumere solo grossetani».  Per i lavoratori, però, è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo. Non solo perché l'accordo vale solo per un anno, ma soprattutto perché i proprietari del Casalone non hanno, in realtà, alcun titolo per dettare alle aziende i criteri per assumere personale.  «È una idea bella - spiega Andrea Ferretti di Cgil - ma per ora rimane poco più che un'idea. Va bene prevedere un futuro tavolo di trattative con chi arriverà, ma l'impegno delle aziende è tutto da scrivere. La cosa buona è semmai che la Barghi si sia presa l'incarico di riunire 50 soggetti a un unico tavolo agevolandoci il lavoro».  Ma poco più. Anche perché le incognite sul nuovo centro commerciale sono ancora molte. A cominciare dall'apertura - alla fine dell'estate secondo la Barghi, entro Natale secondo previsioni più caute - per non parlare dei posti realmente interessati all'accordo. I previsti 50 negozi, 4 medie strutture e due grandi strutture offriranno circa 300 posti, ma solo le medie e grandi strutture avranno oltre 15 dipendenti, «per un totale - spiega Ricci - di circa 250 persone». Quanti di loro saranno semplicemente trasferiti dalle loro attuali posizioni in città e quanti, invece, saranno i neoassunti - e dunque potranno beneficiare dell'accordo - non è dato saperlo.

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