Sicurezza
Raid da Pietrino Assolto l'uomo arrestato nel 2008
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GROSSETO. Assolto perché il fatto non sussiste. Finisce così, dopo due interminabili anni, l'incubo di Luan Hallulli. Nato in Albania, sposato, padre di due figli, laurea e lavoro regolare, il 37enne Hallulli è in Maremma da tempo immemorabile. Nel maggio del 2008, però, un'improvvisa bufera si abbatte su di lui. La sera del 20 marzo precedente due banditi, uno dei quali armato di bastone, erano entrati in casa di Pietro Grandini, 79 anni, da tutti conosciuto come Pietrino di Stiacciole, per rubare. Ma in casa c'era Pietrino, con la moglie Narcisa. Ed entrambi furono presi a bastonate prima che i malviventi fuggissero a mani vuote. Un mese dopo è la stessa moglie di Pietrino a riconoscere Hallulli in una foto che le mostra la polizia: «L'aggressore è lui», dice. E Luan Hallulli, che qualche tempo prima era stato fermato dalla polizia mentre si aggirava in via Telamonio con un bastone "sospetto", viene arrestato e imputato di accuse gravissime. «Non sono stato io», ha sempre ripetuto l'albanese. «All'ora della rapina da Pietrino ero in ospedale a far visita a mia cognata, gravemente ammalata. E con me c'erano anche i miei fratelli». Una tesi ribadita con forza dal suo avvocato difensore, Alessandro Risaliti, suffragata anche da due testimoni italiani che conoscono Luan per motivi di lavoro e che hanno confermato l'alibi in ospedale, e ora definitivamente accolta dal giudice del Tribunale di Grosseto: Hallulli è assolto perché il fatto non sussiste.
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