Il Tirreno

Grosseto

Barbanella, la denuncia del presidente Capanni: «Qui è terra di nessuno»

Fucilate alla Circoscrizione

Elisabetta Giorgi
Fucilate alla Circoscrizione

Colpi di carabina, scritte, danni ovunque: «Nessuno ci aiuta»

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 GROSSETO. Colpi di carabina sparati sui vetri della circoscrizione. Ma anche pallonate, scritte sui muri e pavimentazione distrutta. Il quartiere più popoloso della città, Barbanella - più di 6mila famiglie per 16.400 persone - in piazzale de Amicis è diventato terra di nessuno. «Il degrado aumenta di anno in anno», spiega il presidente della circoscrizione, Gilberto Capanni.  E lo fa indicando la sede presa d'assalto da schiamazzi e pallonate. Il selciato è in rovina, qualcuno si diverte a tirar via le mattonelle e usarle come sassi, e più che un piazzale è diventato un campo di battaglia.  Consegnato all'incuria è soprattutto l'edificio di proprietà dell'Ater e dato in affitto al Comune, che ospita non solo la circoscrizione Barbanella, ma anche il presidio sanitario dell'Asl, lo sportello degli immigrati e la Lilt, lega italiana lotta ai tumori.  Scritte ovunque, vetri e avvolgibili rotti non sono un buon biglietto da visita per uffici destinati all'accoglienza. Dentro le persone stanno in fila per le analisi del sangue; fuori devono stare attente a dove mettere i piedi o a non prendersi qualche pallonata.  I muri sono pieni di scritte, "w il duce Benito", accanto a frasi di ordinaria amministrazione, d'amore o a sfondo osceno risalenti al '98. «Dalle tre in poi del pomeriggio - spiega Capanni - i ragazzi giocano a calcio. Un'attività di per sé lodevole ma che può trasformarsi in fastidio, rumori e pallonate ai vetri. D'altra parte i ragazzi non sanno dove andare, non ci sono spazi o campetti di calcio. La notte ancora pallonate, e forse qualcuno alza il gomito. C'è anche chi si è divertito a sparare colpi di carabina ai vetri della circoscrizione... Ho trovato questi piccoli fori».  Pure le condotte dell'acqua sono piegate, «qualcuno ci ha dato pugni e cazzotti». Ironia della sorte, sopra c'è un adesivo con la pubblicità di un centro di meditazione: "liberate la vostra energia..". Anche la sala riunioni ha un vetro spaccato. Insomma, «il panorama è desolante, e il degrado aumenta». Capanni chiede aiuto accanto al presidente del comitato festeggiamenti e della Lilt. Una richiesta già inoltrata l'anno scorso in una lettera al sindaco, al prefetto, al questore, ai carabinieri e alla Finanza, ma che non ha avuto seguito. Oggi lo ribadisce. «Mettere in sicurezza il piazzale. Fare più sorveglianza, installare protezioni e telecamere e far partire i lavori di riqualificazione già previsti nel piano delle opere pubbliche, per 750mila euro».  Ultimo appello alle famiglie e ragazzi, «collaboriamo tutti al processo di risanamento per far diventare quest'area un salotto buono di Grosseto».

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