Il Tirreno

Grosseto

La Sogesca non esiste più

L'azienda pubblico-privata doveva gestire gli scali d'alaggio di Porto Santo Stefano

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 PORTO S. STEFANO. La Sogesca (Società gestione scali) è sciolta. L'operazione è stata ufficializzata ieri mattina davanti ad un notaio, per volontà, a quanto sembra, del socio di maggioranza, contro la volontà dei soci di minoranza. Liquidatore l'attuale presidente Amedeo Ballerano. Non si conoscono per ora i motivi di questo scioglimento. E' necessario comunque spiegare che il pacchetto azionario della Sogesca era per il 51 per cento della partecipata del Comune "Argentario Approdi, il cui pacchetto azionario è a sua volta, per circa l'80% del Comune. Ergo, di entrambe le società il vero padrone è l'Amministrazione comunale. Ci risulta che i tre soci di minoranza si sarebbero opposti allo scioglimento offrendosi di acquistare dall'Argentario Approdi, tutte le azioni di Sogesca, al prezzo del loro valore nominale. La proposta sarebbe stata respinta dal socio di maggioranza e quindi Sogesca risulterebbe da oggi, liquefatta. Potrebbe esserci un ripescaggio? I pareri sono discordi, chi dice si, chi dice no.  La società era nata qualche anno fa allo scopo di gestire gli scali d'alaggio pubblici nella darsena del Valle dopo averli ristrutturati e ammodernati. L'operazione non riuscì perché gli scali vennero contesi da un'altra società, anch'essa appositamente costituita. Ne nacque una contesa davanti al Tar. Risultato: buona parte degli scali d'alaggio sono tuttora recintati e non utilizzabili. A complicare ancor più la situazione il passaggio del demanio marittimo dalle Capitanerie di Porto, alla Regione che a sua volta ne ha dato la facoltà concessoria ai Comuni.

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