Il Tirreno

Grosseto

Deserti i parcheggi sotterranei

Elisabetta Giorgi
<b>DESERTO.</b> Il parcheggio Amiata quasi completamente vuoto
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DESERTO. Il parcheggio Amiata quasi completamente vuoto

Oberdan e Amiata usati solo il giovedì. E in superficie trionfa la doppia fila

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 GROSSETO. Parcheggi sotterranei semi-vuoti e usati solo il giovedì giorno di mercato, e parcheggi in superficie contesi all'ultimo sangue. Sopra, automobilisti rivoltosi pronti a scannarsi pur di conquistarsi un posto "al sole". E sottoterra il deserto: decine di stalli blu liberi che offrono l'imbarazzo della scelta. E' uno dei paradossi del centro di Grosseto, che ospita due posteggi interrati ampi e comodi, ma snobbati dai cittadini.  Il sindaco Emilio Bonifazi e l'assessore alla viabilità Daniele Capperucci lo avevano detto qualche giorno fa, informando sul definitivo fallimento del mega-progetto dell'ex sindaco Antichi: 3 parcheggi-silos per 1700 posti auto, annunciati nel 2001 e mai realizzati. Accantonato questo, ora il Comune sta virando verso un altro parcheggio di dimensioni medie, sempre sotterraneo ma meno ambizioso e più fattibile dell'altro: 300 posti-auto in piazza De Maria per dare una sterzata alla mancanza di spazi, e riqualificare una zona degradata del centro. Le auto verrebbero tolte da piazza Esperanto. L'idea è quella di farci un parco, e sotto piazza De Maria il parcheggio interrato. Una strategia chiara, quella di togliere le auto "da sopra" per metterle "sotto". Forse l'unica per far decollare a pieno regime un sistema che altrove stenta a carburare: quello del parcheggio Amiata (240 posti auto sotto piazzale Nassirya) e della Galleria Oberdan (104), le due strutture-gioiello comunali, ampie e tecnologicamente attrezzate, con software d'avanguardia e decine di telecamere, ma semi deserte in qualsiasi giorno della settimana, tranne il giovedì.  Nel cartello telematico, è difficile trovare il "rosso" che indica i posti esauriti. Il parcheggio Amiata sconta la vicinanza con l'area degli Arcieri (gratuita), e al posteggio della galleria Oberdan si preferiscono centinaia di stalli blu lungo le vie. Anche la struttura privata di via Bonghi (interrata) affascina meno dei posti in superficie. A inizio settimana, all'ora di punta, si sono contate 20 macchine sotto piazza Nassirya e una dozzina sotto via Oberdan. Più del 90% degli stalli è vuoto e si respira un diffuso senso di svuotamento, dismissione: l'idea che strutture pubbliche costate fior di quattrini viaggino a rilento rispetto alla missione iniziale. Solo il giovedì c'è il boom e l'incasso è assicurato. Le due strutture cambiano volto dal giorno alla notte, come dottor Jekyll e mister Hyde. E gli stalli si colmano al 90-95% per svuotarsi ancora il giorno dopo e tornare spettri.  I contrasti sono più forti tra la Grosseto sotterranea e quella "en plein air". Per strada è la guerra del parcheggio, più feroce specie nel primo anello delle mura. Macchine in doppia fila, in divieto di sosta, o che girano per ore intorno al centro prima di trovare un posto. Nel capoluogo il numero di auto in circolazione è altissimo. Su 36mila famiglie grossetane ogni nucleo familiare conta 2,35 vetture, e l'orizzonte non sembra migliore se i grossetani non cambiano abitudini. Tra non molto potrebbe arrivare un 3º parcheggio interrato, intanto che gli altri due "vivacchiano". Tra il 2008 e 2009 gli introiti dei due parcheggi Amiata e Oberdan sono rimasti mediocri. Appena 110mila euro in due, con un calo del parcheggio Amiata e un incremento complessivo di appena 10mila euro nel 2009. Una cifra non in calo, ma nemmeno in sostanziale aumento nonostante le buone pratiche messe in campo, le strumentazioni innovative, le politiche di comunicazione per tentare il rilancio.

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