Attenzione
Condannata per gli assegni-truffa
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POLIZIA. Gli assegni, il denaro e i documenti sequestrati Era stata arrestata per i prelievi dai conti correnti
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GROSSETO. Quattro mesi, 20 giorni e 310 euro di multa per la truffa, anche quella tentata, ai danni delle banche grossetane, messa a segno con assegni rubati e alterati. E con l'aiuto di un complice, già identificato e denunciato dalla polizia di stato. È la condanna per Elena Cristina Borta, 23 anni, origini rumene, abitante in città, che il 29 marzo scorso venne arrestata dalla squadra mobile all'interno di uno degli istituti di credito in cui aveva aperto un conto corrente, poco prima di effettuare un prelievo. È la conclusione del processo iniziato dopo la convalida del 30 marzo e concluso con la revoca dei domiciliari disposti in sede di convalida dal giudice Addimandi. La ragazza, assistita dall'avvocato Amerini, è tornata libera. «Non ero al corrente di cosa si trattasse - ha detto l'imputata in aula - Io comunque sono disponibile a restituire le somme». L'atteggiamento collaborativo, del resto, vi era stato dal primo momento. Agli agenti la ragazza aveva spiegato di essere stata agganciata agli inizi dell'anno da un ragazzo, che gli aveva proposto un affare. Le aveva poi spiegato, sempre secondo quanto da lei raccontato, che si trattava di aprire dei conti correnti, di versare degli assegni, di ritirare del contante. Così, ricevuti 80 euro per aprire tre conti con cifre minime, la Borta aveva depositato una decina di assegni, tra i 1.000 e i 2.500 euro, ricevuti dallo stesso ragazzo, di cui aveva il telefono cellulare. Effettuati nei giorni scorsi i prelievi, la Borta aveva consegnato l'importo al giovane; che in compenso le aveva dato 1.200 euro. «Ti dò 200 euro ogni 1.000 che me ne porti». A far scattare l'indagine era stata la segnalazione da parte di Banca Intesa San Paolo di via Roma che il 25 marzo aveva chiamato la Questura per evidenziare alcune anomalie negli assegni depositati dalla ragazza. Quando questa si era ripresentata in banca, la mattina del 29 marzo, il personale - già d'accordo con la polizia - aveva telefonato in Questura: «È arrivata». Invitata a ripassare più tardi, la ragazza era stata seguita dagli agenti fino a un'altra banca, la Toscana-Mps di via Manin, dove aveva effettuato alcune operazioni di cassa tornando poi in via Roma. Dentro la banca era stata fermata e quindi arrestata. Tre le contestazioni mosse dal pm Leopizzi. La truffa ai danni della Banca Toscana per il versamento di due assegni (794 e 757 euro) apparentemente emessi a suo favore; la Borta aveva poi prelevato 7.000 e 1.500 euro il 19 marzo. La tentata truffa ai danni di Banca Intesa, dove aveva versato tre assegni (2.210, 1.200 e 2.500 euro) dalle medesime caratteristiche. Infine la ricettazione dei tre assegni (i primi due e quello da 1.00 euro). Sugli altri conti correnti accertati dalla polizia sono in corso accertamenti. Tutti aperti con 20 euro e depositando assegni cosidetti "a traenza", non trasferibili, che portano il nome del beneficiario e sono utilizzati in genere per risarcimenti assicurativi, inviati da compagnie o istituti previdenziali, validi due mesi e che diventano contante entro 7 giorni. P.S.
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