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Chiesto il fallimento di Mabro

Pierluigi Sposato
Chiesto il fallimento di Mabro

Tre dipendenti reclamano da mesi il pagamento del Tfr

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GROSSETO. Due dipendenti della Mabro spa hanno presentato istanza di fallimento dell'azienda di via Senese. Un terzo lo farà stamani. Un'istanza che sarà discussa stamani davanti al giudice Vincenzo Pedone e che trae origine dal mancato versamento del trattamento di fine rapporto. Si tratta di svariate decine di migliaia di euro. L'udienza arriva a un paio di mesi dalla presentazione dell'istanza dei due dipendenti. E l'istanza è stata presentata a un anno e mezzo dal licenziamento, risalente all'autunno del 2008.

Nel frattempo vi è stato il riconoscimento di una piccola parte del Tfr: una cifra ritenuta irrisoria dai dipendenti nel frattempo passati a Movies (l'attuale nuova gestione, ndr) che, fatto trascorrere un certo periodo di tempo, si sono rivolti agli avvocati per chiedere il riconoscimento dei loro diritti. L'istanza di fallimento arriva al culmine di un percorso ritenuto infruttuoso. Mabro spa, secondo gli accordi stipulati, doveva accollarsi il pagamento delle spettanze. Un terzo dipendente, che presenterà stamani istanza, reclama anch'egli il versamento del proprio Tfr. «E Mabro pagherà», dicono gli avvocati Giovanni D'Amato e Antonio Fiorini che rappresentano il liquidatore di Mabro, il ragioniere Giorgio Benassi.

«Sul diritto del riconoscimento del Tfr non ci sono dubbi, è assolutamente incontestabile, tant'è che non c'è stata opposizione al decreto ingiuntivo presentato dai dipendenti». E allora perché Mabro non versa il Tfr? «Perché è in attesa dell'arrivo di 400mila euro di crediti, da alcuni clienti. Una cifra che consentirà di far fronte molto più che ampiamente agli adempimenti. E c'è anche la questione relativa all'affitto del fabbricato, che Movies non paga con regolarità da alcuni mesi. Le previsioni formulate all'epoca non trovano purtroppo riscontro nei tempi ipotizzati». Insomma, solo questione di tempi: «L'azione di recupero - proseguono i legali di Mabro spa - è in fase avanzata: i decreti ingiuntivi sono già in Tribunale. Siamo molto più che fiduciosi per alcuni dei clienti interessati».

Ed è anche questione di pazienza: «Molti altri dipendenti, anche non assunti da Movies, devono vedersi riconoscere il Tfr ma hanno ritenuto opportuno attendere». Sullo sfondo c'è la terza asta per il complesso, fissata a martedì 25 dopo che le prime due (partenza 9 milioni di euro) sono andate deserte. Movies spa, che dal 2008 ha affittato il ramo d'azienda, ha manifestato l'intenzione di partecipare. Ma Mabro fallirà? Nessuno lo crede possibile. Il patrimonio e il credito sono consistenti. Ogni passo è stato compiuto con lo scopo di salvaguardare l'attività produttiva e l'occupazione. Oggi comunque il giudice potrebbe riservarsi la decisione, qualunque essa sia. Ma non c'erano altre strade?

«È una decisione che non abbiamo preso a cuor leggero - dicono gli avvocati Esmeralda Parentini e Andrea De Cesaris che rappresentano i due dipendenti - Sono persone che hanno lavorato per trenta anni lì e per loro presentare l'istanza è stata una decisione sofferta. Noi siamo convinti della fondatezza e della possibilità di questa iniziativa».

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