Il dolore
«Meno vincoli per tende e frangivento»
E.G.
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TENDE. Tei chiede regole più semplici La proposta del consigliere Tei: «Diamo una mano ai negozianti»
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GROSSETO. Tende e pareti frangivento più "liberi" e con meno restrizioni per venire incontro alle attività che somministrano alimenti e bevande in centro storico. La proposta è di Giancarlo Tei, capogruppo del Psi in Comune a Grosseto, che tende una mano al commercio in crisi. E lo fa a partire dagli arredi urbani e dalle strutture "leggere" che popolano il suolo pubblico: tende, pedane e strutture frangivento a servizio di bar e punti di ristoro del centro. Finora le tende non si potevano appoggiare su quattro pali, e le pareti frangivento dovevano essere trasparenti? Ben vengano - per il presidente della commissione urbanistica - anche tende su quattro sostegni verticali e frangivento non del tutto trasparenti. Con una proposta di delibera, il consigliere chiede di modificare un punto del regolamento igienico-edilizio comunale riguardo alle strutture di tipologia "A", quelle più leggere e le uniche consentite in centro storico. Un regolamento (questo in vigore) nato dopo i sequestri che avevano interessato i gazebo e che si era preoccupato - forse un po' troppo, si intuisce - di garantire l'effettiva precarietà delle strutture. Questa normativa «prevede tende con una tipologia molto diversa da quelle già installate». Esclude tende con quattro appoggi verticali («ma se non sono legate strutturalmente ai frangivento non sono certo gazebo ma sempre tende», dice Tei); e «obbliga alla trasparenza dei frangivento; cosa che porterebbe a smantellare quelli già realizzati, che non sono trasparenti». La proposta di Tei chiede di rivedere questa "tipologia A", «senza comunque stravolgere il regolamento, ma consentendo norme più leggere e più snelle e permettendo di salvaguardare i manufatti già realizzati, e che non rientrano più nei parametri della normativa in vigore». D'intesa con l'assessorato e gli uffici, spiega Tei, «ho presentato una proposta di delibera, che credo vada incontro alle esigenze di molti commercianti di Grosseto». Uno dei punti centrali è proprio quello di "salvare" (e "sanare") le strutture installate, consentendo loro di essere in parte trasparenti e in parte no. «In tempi di crisi - conclude - non mi pare necessario stare attenti anche a questo...» Un aiuto al commercio in crisi? «Forse un aiuto è dire troppo, perché è una piccola cosa, ma una sensibilità sì, e in momenti come questi anche un piccolo gesto può diventare determinante. E' un'attenzione che i colleghi della commissione urbanistica hanno avuto con me, e che io ho sintetizzato nella proposta inviata al consiglio comunale, in linea con la politica che il Comune sta portando avanti: di grande attenzione rispetto alle categorie economiche e non solo della città».
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