Sicurezza
Nuovo processo per il bielorusso di 23 anni arrestato dalla polizia a settembre
Due anni per i furti sulle auto
◗
POLIZIA. La refurtiva sequestrata a casa dell’imputatoPatteggia anche per i prelievi con un bancomat di un altro
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Era diventato "celebre", specialmente a Roselle, dove abita, per le scorribande notturne con le auto altrui. Cioè quelle sottratte ai proprietari che al mattino trovavano l'auto spostata rispetto al punto del parcheggio e con il chilometraggio inspiegabilmente aumentato. A ottobre lo aveva però incastrato il gps installato, d'accordo con i carabinieri, da un automobilista esasperato. Eppure quelle notti doveva stare ai domiciliari, perché arrestato a fine settembre dopo l'uso di un bancomat non suo. Quando era stato sottoposto a perquisizione, era spuntata fuori della refurtiva. Materiale risultato proveniente da furti su auto. Mentre per i furti "d'uso" delle auto era stato processato per direttissima (1 anno e 6 mesi), Andrej Cassani, 23 anni, bielorusso, è comparso davanti al giudice Pietro Molino per le vicende relative a bancomat e furti. All'udienza preliminare, assistito dall'avvocato Matteo Mittica, ha patteggiato altri 2 anni e 600 euro di multa. Nessun beneficio è stato concesso e dunque Cassani, che è già detenuto per altra causa, dovrà scontare la pena in carcere. Per quali reati? Innanzi tutto l'uso indebito del bancomat smarrito da un cittadino albanese, con la quale aveva prelevato in due volte 500 euro. Di questa tesserina, che era stata subito dopo bloccata dal titolare, aveva poi chiesto alla banca la sostituzione presentando il permesso di soggiorno smarrito dallo stesso albanese. Quel giorno (agosto 2009) era fuggito precipitosamente dalla banca ma la polizia lo aveva identificato. Il 25 settembre l'arresto. Gli inquirenti gli hanno attribuito vari furti, contestati in aula dal pm Fabio Maria Gliozzi; quello di un portafogli con 300 euro, tre carte di credito (con una delle quali aveva prelevato 500 euro e pagato 15 euro in un esercizio commerciale), due blocchetti di assegni e una carta di identità prelevati da una Hyundai Tucson, tra il 20 e il 21 settembre; quello di un navigatore satellitare da un'altra auto in sosta (tra il 14 e il 25 settembre); quello di una borsa con capi di abbigliamento e documenti di circolazione da una Saab 93 in sosta (17-18 agosto); quello di una borsa con documenti, di una chiave e di un altro navigatore da una Audi A4 (settembre 2008); quello di un terzo navigatore, di un cellulare e di due bracciali in metallo prelevati da altre vetture posteggiate (prima del 25 settembre). Non ancora concluso un altro procedimento, ancora relativo a furti, contestato sempre ad Andrej Cassani: il 28 giugno in Tribunale è fissata l'udienza per altri quattro episodi, risalenti al marzo-aprile scorsi. Quello di un bancomat (con il quale aveva effettuato un prelievo indebito) custodito dentro una Polo, insieme a un cellulare e altro; e quello di una Fiat Punto. Contestata anche la ricettazione di un marsupio contenente mazzi di chiavi e documenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
