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Grosseto

Dietro la chiesa codice del 1500 svela l'unità di misura pitiglianese

Dietro la chiesa codice del 1500 svela l'unità di misura pitiglianese

Durante i lavori di ristrutturazione e consolidamento della torre campanaria e del loggiato attiguo alla concattedrale di S.S Pietro e Paolo, condotti dall'Associazione Archeologica locale, Riccardo Pivirotto ha rinvenuto una colonna in pietra calcarea sulla quale sono incise misure lineari del secolo XVI relative alla "Canna Pitiglianese" e "Senese"

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PITIGLIANO. Durante i lavori di ristrutturazione e consolidamento della torre campanaria e del loggiato attiguo alla concattedrale di S.S Pietro e Paolo, condotti dall'Associazione Archeologica locale, Riccardo Pivirotto ha rinvenuto una colonna in pietra calcarea sulla quale sono incise misure lineari del secolo XVI relative alla "Canna Pitiglianese" e "Senese".

Forse pochi sanno di cosa si tratta, ma la scoperta è, senza dubbio, eccezionale ed unica poiché consentirà agli studiosi di avere ulteriori conoscenze in merito alle misure lineari che venivano usate come campione nei mercati dell'epoca.

«Il rinvenimento - commenta Pivirotto - è stato del tutto casuale, in quanto la pietra era celata da uno strato d'intonaco e fa da architrave ad una piccola porta; presenta evidenti tratti lineari e lettere incise che ci consentono di intuire la sua destinazione d'uso. Agli inizi del 1500, nell'ampliamento della chiesa sopra citata, Niccolò III Orsini concesse l'edificazione di uno spazio attiguo all'edificio da adibire per i mercati; in questo spazio, oltre alle derrate alimentari si vendevano anche stoffe; e il rinvenimento di questa misura lineare chiamata "Canna Pitiglianese" insieme all'altra unità, quella "Senese", con i relativi sottomultipli, "braccia" e "piede", ci rimanda agli statuti della Contea di Sorano e Pitigliano che, espressamente, riferiscono che queste unità di misura, oltre che per le stoffe, venivano prese a campione per costruire strutture abitative e delimitare parti agrimensorie.

Questa scoperta è eccezionale, perché ci consente di avere una comparazione tra le due misure lineari del 1500; basti pensare che nemmeno a Siena vi è una traccia, un reperto altrettanto evidente a quello che ho rinvenuto all'interno del loggiato della chiesa in Piazza Gregorio VII». «Queste unità di misura - conclude Pivirotto - potevano essere di vario materiale: travertino, ferro o bronzo, come ad esempio la "canna lineare" del ducato di Castro, oggi conservata nel museo archeologico di Valentano, che è stata ritrovata sotto il loggiato attiguo al palazzo comunale. Queste misure lineari si differenziavano da zona a zona, per cui la "canna pitiglianese", lunga circa 260 cm, si diversifica dalle altre e da quella "senese" che è lunga circa 240 cm».

A.C.

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