Il dolore
Picchia i passanti: arrestato
Pierluigi Sposato
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CARABINIERI. Luomo è stato arrestato dal radiomobile È una guardia giurata, per lui una perizia psichiatrica
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GROSSETO. «Tu non mi devi pedinare!». E giù calci. «Se ti rivedo da queste parti ti ammazzo o ti spezzo». E giù schiaffi. Era convinto di essere seguito dagli investigatori privati e si era scagliato contro due persone che credeva (erroneamente) assoldate dalla moglie. È stato arrestato. È una guardia giurata di 62 anni. Servirà una perizia psichiatrica, in corso in questi giorni, per capire se l'uomo, abitante a Grosseto, è capace di intendere e di volere e se è pericoloso socialmente. Una prima risposta è stata già data dal dottor Romano Fabbrizzi, psichiatra incaricato dal giudice Giovanni Puliatti: può seguire il processo. I carabinieri, intanto, hanno messo sotto sequestro preventivo - convalidato dal giudice Puliatti - l'arma custodita in casa, una Beretta 7,65 con le 7 munizioni nel caricatore. E il vigilante è stato messo agli arresti domiciliari dopo la convalida del provvedimento, eseguito dagli uomini del radiomobile e chiesto dal sostituto procuratore Alessandro Leopizzi. Il processo ci sarà giovedì. L'allarme era partito alle 17,30 di giovedì della scorsa settimana, quando un uomo di 59 anni, un artigiano, aveva chiesto aiuto dopo essere stato aggredito in piazza Lulli: «Stavo leggendo il giornale seduto su una panchina - aveva raccontato - quando si è fermato davanti a me quest'uomo, mai visto prima. Prima sono rimasto seduto, poi mi sono alzato: e lui mi ha colpito senza un motivo. Poi voleva prendermi lo zaino: ha strappato la lampo e ha tirato fuori una cartelletta gialla con documenti miei, portandola via dopo avermi dato dei calci all'inguine. È scappato su un'utilitaria bianca. Ho preso il numero di targa». Con quel numero, risaliti al proprietario, il 112 i carabinieri si sono presentati poco dopo - non erano nemmeno le 18 - a casa dell'uomo, la guardia giurata. E questi aveva ammesso tutto senza problemi: «L'ho aggredito perché un investigatore privato e mi pedina: lo ha assoldato mia moglie perché vuole sapere se ho una relazione extraconiugale». Credeva che tra i documenti vi fossero informazioni che lo riguardavano. Il vigilante aveva poi preso dal garage la cartelletta, consegnata ai militari. I quali avevano prelevato anche la pistola di servizio. Quando era stato portato in caserma, l'uomo era stato riconosciuto dall'aggredito (che aveva subito riavuto indietro i documenti). E altrettanto aveva fatto - in quello stesso pomeriggio - anche un altro grossetano, 66 anni, che il giorno precedente aveva raccontato di aver subito nello stesso luogo e negli stessi orari un'aggressione similare, denunciata ai carabinieri: «Tu non mi devi pedinare. Ti ammazzo. Ti scuoio come un coniglio». E poi calci al fondo schiena. Il pensionato, sconcertato, era scappato fino a raggiungere casa e a infilarsi nel portone, non visto dall'aggressore. Lesioni nel primo caso e minacce nel secondo i reati per i quali il vigilante, assistito dall'avvocato Loredana Giuggioli, è stato messo sotto accusa. La perizia dovrà accertare le sue condizioni psichiche.
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