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L'ex assessore Donati attacca «Sindaco, non dica bugie»
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EX ASSESSORE Stefano Donati2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONE. Il clima politico nel centrodestra a Castiglione della Pescaia rimane al calor bianco. A prendere la parola, dopo le dimissioni polemiche dall'assessorato alle società partecipate, rassegnate la scorsa settimana, è Stefano Donati dell'Udc. L'esponente politico ha scritto una lettera aperta al sindaco Monica Faenzi, dal titolo esplicito: «Le bugie hanno le gambe corte». Donati, rivolgendosi al sindaco, parte da voci di corridoio: «Alcuni consiglieri del Pdl castiglionese, con te riuniti lo scorso venerdì, mi hanno riferito che tra le varie cose carine dette nei miei confronti c'è stata quella di avermi assimilato a un certo "Anemone" senza specificarne la specie», attacca infatti l'ex assessore. «Pensavi forse all'Anemone terrestre, che cresce nei prati o lungo limpidi corsi d'acqua? All'Anemone di mare, anch'esso vivente in acque cristalline e non torbide, oppure all'Anemone umano? Quel signore, cioè, a cui da oltre un mese i media e l'opinione pubblica stanno facendo un'enorme pubblicità unitamente, fra gli altri, a diversi esponenti politicamente a te vicini?». Inutile dire che Donati la risposta ce l'ha già: «Sono propenso a credere che tu avessi voluto parlare di quest'ultima "specie", che l'onorevole Luca Sani, in un suo recente articolo di stampa, teme sia scesa anche in Maremma assieme alla sua "cricca"». Donati chiede al sindaco Faenzi se di questa storia ne sa qualcosa, ma di certo - assicura - lui non ne sa niente: «Sino a che il sottoscritto ha rappresentato il Comune di Castiglione in seno all'azienda Multiservizi, ti garantisco che il succitato Anemone non s'è fatto vedere. Se tu hai notizie o convinzioni diverse, come sindaco hai il dovere di denunziare i fatti pubblicamente, compresi coloro che pensi abbiano agito in malafede o per interesse privato, e non parlarne nelle riunioni chiuse, altrimenti è solo maldicenza. Nel confermarti che il sottoscritto ha la coscienza pulita e tranquilla, penso che nella stessa situazione si trovino il consiglio d'amministrazione e il direttore generale della Multiservizi. Lo penso senza garantire per nessuno», conclude Donati. Perché, spiega col tocco di veleno in coda, le parole della Faenzi «non hanno trovato la minima opposizione nel consigliere della Multiservizi presente alla riunione». Come dire: se chi c'era non ha obiettato, affari suoi.
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