La manifestazione
Invariate la maggior parte delle tariffe a Massa
Elena Canestri
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BAI. Sindaco di Massa Nonostante le forti difficoltà il sindaco Lidia Bai non ha avuto dubbi
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MASSA MARITTIMA. L'amministrazione ha presentato ieri in consiglio comunale il bilancio di previsione per il 2010. Invariate rispetto allo scorso anno, quasi tutte le tasse e tariffe a carico dei contribuenti. «La nostra scelta - ha spiegato la Bai - è stata quella di non mettere in difficoltà i cittadini in un momento di grave crisi economica generalizzata». Restano uguali al 2009 Irpef, Tarsu, Cosap e la maggior parte delle tasse e tariffe di competenza dell'ente fatta eccezione per il pagamento della mensa scolastica che aumenterà di 50 centesimi, senza peraltro coprire le spese a carico dell'ente per i pasti che restano almeno di un due euro superiori alla cifra richiesta alle famiglie. In aumento anche le spese cimiteriali, settore in cui alcuni servizi sono stati esternalizzati. «La scelta di questa amministrazione - ha proseguito il sindaco Lidia Bai - è stata anche quella di mantenere tutti i servizi esistenti e di aumentare l'impegno economico nel campo dei servizi sociali, che passa da 26 euro a 30 euro procapite. Spesa aggiuntiva che viene coperta dal bilancio comunale per supplire ai tagli del governo nazionale in questo settore». E questo non è il solo ambito in cui l'azione dello Stato centrale si è fatta sentire perché come spiega la Bai «la stesura del bilancio è stata resa più difficoltosa oltre che dai tagli operati dal governo ai comuni, compreso quello delle entrate dell'ICI sulla prima casa, ci sono ambiti in cui lo Stato ha scaricato sui piccoli comuni come il nostro spese di manutenzione e azioni politiche che spetterebbero al governo stesso; penso per esempio - ha proseguito il sindaco - alla scuola pubblica. C'è poi l'impossibilità di programmare e pianificare con serenità nel lungo periodo poiché non si può prescindere dalle disposizioni del patto di stabilità imposto dal governo». «Del resto - conclude il sindaco - non possiamo più permetterci di investire se prima non abbiamo risorse entrate in cassa; il rischio è che accada come nel caso dei pagamenti per i compendi minerari di Niccioleta. In questo caso, una volta effettuati i lavori, il Comune doveva ricevere dal ministero dello sviluppo economico 1 milione e 300mila euro che sta ancora attendendo da anni». L'amministrazione è stata intanto costretta ad anticipare la cifra per pagare le ditte che avevano eseguito l'intervento. Per quanto riguarda le entrate il Comune ha programmato un attento contenimento delle spese per le utenze ed un recupero dei contributi degli evasori fiscali grazie a convenzioni con l'Agenzia delle Entrate, la Guardia di Finanza ed il catasto al fine di individuare eventuali irregolarità fiscali. Per l'opposizione il bilancio è poco incisivo e non rappresenta una politica volta a risvegliare lo sviluppo economico massetano.
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