Sicurezza
Il sindaco: nessun pregiudizio religioso, ma controlleremo che non venga infranta la legge
Ex Marraccini, vendita bloccata
Gabriele Baldanzi
Lo ribadisce l'ufficio legale di Mps: «Il contratto è impugnato»
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GROSSETO. L'acquisto del Marraccini, da parte di chicchessia (vescovo, islamici, Banca della Maremma, Comune o Provincia), è quanto meno improbabile che si concretizzi in tempi brevi, cioè prima che i competenti tribunali abbiano sentenziato in merito alla formale diffida (da parte del Monte dei Paschi) che da anni pende sulla compravendita Micheli-Demi. Da Siena, proprio ieri, hanno confermato - attraverso l'ufficio legale della banca - che non ci sono novità. Il contratto di compravendita è tuttora impugnato. Ma - tra le novità - c'è anche il carico da 11 del sindaco Bonifazi... Difficile immaginare ora un nuovo cambio di proprietà; tanto più una ristrutturazione imminente. Nel frattempo - dicevamo - il sindaco Bonifazi rinforza le dichiarazioni rilasciate domenica. «Non posso e non voglio mettere il becco su una compravendita tra privati, né impedire a questi cittadini, che dicono di rappresentare la comunità islamica grossetana, di visionare l'edificio nonostante il chiaro "sentimento" della città e le mozioni bipartisan; non ci sto però a farmi prendere in giro». «A questo punto - sono ancora parole di Bonifazi - esigo io delle risposte. A me non risultano autorizzazioni del Comune e della Sovrintendenza a svolgere lavori al Marraccini. Sono quindi sbalordito di fronte a chi, forse ignorando di compiere un reato, annuncia sgombri, demolizioni varie, ripristini e si fa fotografare davanti al cinema in posa da lavoro. E mi domando: chi gli ha dato le chiavi? Chi ha firmato il progetto di ristrutturazione? Qual è la ditta che sta lavorando dentro al cinema? Dov'è il cartello? Dove è stato smaltito il materiale rimosso negli ultimi giorni? Abbiamo già fatto degli accertamentii, altri ne seguiranno. Non è una persecuzione, sia chiaro, ma un atto dovuto». Per Bonifazi quell'edificio è in uno stato fatiscente: «c'è una condizione oggettiva di pericolo e per questo 2 settimane fa ho firmato un'ordinanza per la messa in sicurezza». Non solo. Il sindaco svela anche un altro retroscena: «di recente, dando seguito al mandato che mi aveva dato il consiglio comunale, ho incontrato, informalmente, i due professionisti che trattano l'immobile per conto dell'attuale proprietà (gli ingegneri Riccardo Vannozzi e Paolo Del Fa - ndr) e la richiesta si aggirerebbe sui 3 milioni e mezzo di euro». Infine la questione dell'interlocutore. «Non posso infine non tener conto - conclude il primo cittadino - che l'ubicazione al Marraccini del centro islamico è stata contestata anche da realtà islamiche contrarie a questa soluzione. Dai turchi agli albanesi. La comunità turca ha detto più volte di essere soddisfatta per la soluzione prospettata nel nuovo regolamento urbanistico; discorso analogo per la comunità albanese che ha appena inaugurato un centro islamico in via Genova; e penso a tanti altri amici di fede musulmana che ho incontrato. A questo punto però vorrei capire chi rappresenta chi. Per il Comune è importante avere un interlocutore unico, affidabile. E non credo di sbagliarmi quando dico che la comunità islamica grossetana non è d'accordo con certe azioni dimostrative al Marraccini».
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