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Grosseto

Ecco la "nuova" giunta Bonifazi Nessuno rimpiazza la Matergi

Enrico Pizzi
Ecco la "nuova" giunta Bonifazi Nessuno rimpiazza la Matergi

Poche sorprese nel minirimpasto che il sindaco di Grosseto ha dovuto fare all'indomani delle dimissioni dell'assessore e vicesindaco Lucia Matergi, incompatibile con questi ruoli da quando è stata eletta in consiglio regionale. Paolo Borghi è il nuovo vicesindaco, la giunta rimane "a nove", con Sinistra ecologia e libertà che resta fuori.

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GROSSETO. Poche sorprese nel minirimpasto che il sindaco di Grosseto ha dovuto fare all'indomani delle dimissioni dell'assessore e vicesindaco Lucia Matergi, incompatibile con questi ruoli da quando è stata eletta in consiglio regionale. Paolo Borghi è il nuovo vicesindaco, la giunta rimane "a nove", con Sinistra ecologia e libertà che resta fuori. Emilio Bonifazi ha confermato, dunque, le indiscrezioni della vigilia affidando all'assessore alle finanze, al bilancio e allo sport Paolo Borghi anche l'incarico di vicesindaco.

n gioco per la carica di vice - e a questo punto, a giochi ormai fatti, lo stesso sindaco lo ha confermato - c'era stato anche l'assessore Daniele Capperucci, poi la scelta è caduta su Borghi. Il sindaco esclude che abbiano pesato l'appartenenza bersaniana del primo e franceschiniana del secondo.

«Non ho l'abitudine di "pesare" le persone in questi termini, tantomeno nel mio partito - ha detto Bonifazi - ma ho ritenuto di dare a Paolo Borghi, che è giovane, il ruolo di vicesindaco, e a Daniele Capperucci, che è un punto di riferimento, ho richiesto un aumento di impegno, affidandogli le politiche del personale che mi ero tenuto per me fino a oggi», un aggravio di non poco conto se si considera la delicatezza della materia e la maretta che si respira - vedi l'assemblea di ieri della Funzione Pubblica della Cisl - tra i dipendenti. L'altro dato di rilievo, nel minirimpasto, è la scelta di non rimpiazzare con un nuovo ingresso il posto lasciato da Lucia Matergi. Una scelta che conferma, per la seconda volta nell'arco di pochi mesi, la non volontà di allargare - almeno in questo mandato che andrà a scadere fra pochi mesi - il governo cittadino ad altre forze politiche. A cominciare da Sinistra Ecologia e Libertà, che pure sin dall'autunno scorso - quando Bonifazi liquidò l'assessore "controcorrente" Marco Bazanti del Pdci - sembrava candidata. D'altra parte la stessa Sel era stata chiara, solo un paio di settimane fa: «Non siamo interessati a un posto in giunta per la poltrona» aveva detto il segretario provinciale Davide Buzzetti, spiegando che il suo partito avrebbe voluto una sorta di verifica programmatica, di ridefinizione degli obiettivi.

«Non ho pregiudizi nei confronti di alcuno, ci siamo incontrati - ha spiegato Bonifazi - loro hanno sottoposto tutta una serie di questioni su cui confrontarsi» e pare che solo alla fine del confronto Sel avrebbero deciso la posizione da prendere. «Ho ritenuto - ha detto il sindaco - che i tempi della verifica non fossero compatibili con quelli della nomina soprattutto del nuovo vicesindaco e ho creduto opportuno dare una accelerata, ma ho fatto una giunta a nove assessori, senza sostituire Lucia Matergi, anche come segno di attenzione nei confronti di Sel». Il sindaco ha toccato il meno possibile gli assetti della giunta.

Tutti gli assessori hanno visto confermate le proprie deleghe, salvo Simone Ferretti, al quale va la delega completa alla cultura, Anna Guidoni, che perde la delega al demanio ma acquista quella alle politiche sociali, e Giuseppe Monaci che mantiene le deleghe e riceve, in aggiunta, quella al demanio. La scuola, invece, il sindaco l'ha tenuta per sé.

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