Sicurezza
Crolla il tetto del santuario
Filippo Bardelli
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CROLLO. I ponteggi realizzati intorno al tetto crollato Un cumulo di macerie nella chiesa di Val di Prata
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MONTICELLO AMIATA. Crolla il tetto della chiesa del Santuario della Madonna di Val di Prata di Monticello Amiata, nel Comune di Cinigiano, il santuario che unisce credenti e non di tutto il comprensorio grossetano della montagna attorno alle sue secolari mura. Da alcuni mesi, lo splendido santuario sta vedendo messa a rischio la propria struttura, a causa del logorio del tempo, che ne sta provocando l'indebolimento; in particolare del tetto. L'appello della popolazione, in particolare dell'associazione degli "Amici del Santuario della Madonna di Val di Prata" era stato accorato e i risultati sono stati importanti, con la raccolta di una buona somma, destinata a coprire i costi necessari per i lavori di ristrutturazione del tetto, grazie anche alla partecipazione del Comune di Cinigiano, della Provincia e della Regione e con i fondi provenienti dalla vendita di un libro e dal generoso lascito offerto da Lilia Bottai. Nell'attesa che i lavori possano prendere inizio, la brutta sorpresa per i membri dell'associazione degli Amici del Santuario è arrivata la scorsa settimana. Una parte del tetto, infatti, non ha aspettato che la burocrazia e gli adempimenti vari compissero il proprio tempo, e ha ceduto, lasciando un cumulo di macerie all'interno del tempio. I soci fondatori dell'associazione, Rio Cozzi, Riccardo Falciani, Enzo Fatarella, Giorgio Gorelli e Carlo Leoni, che per primi hanno sollevato il pericolo del crollo del tetto, che purtroppo si è verificato, rinnovano l'appello alla popolazione di tutto il comprensorio amiatino, che in gran numero partecipa alle iniziative che prendono luogo nel santuario. Al loro grido di appello si uniscono quelli del sindaco di Cinigiano, Silvana Totti, dell'assessore ai lavori pubblici, Franco Cherubini, e del nuovo giovane parroco, don Emanuele. L'invito, peraltro già raccolto in precedenza da tante persone, è quello di stringersi attorno a questo luogo e alla sua lontana e sentita tradizione, che ne affonda le radici a un evento miracoloso: si narra, infatti, che nella seconda metà del 1700, a seguito di una tremenda siccità, che mise a rischio i raccolti e soprattutto il bestiame, una pastorella vide due capi del suo gregge accasciarsi al suolo. Al suo appello verso il cielo rispose una giovane e bellissima donna, che comparve di fronte a lei in un alone chiarissimo. La Madonna le indicò un punto sul terreno, dal quale prese vita un rigagnolo d'acqua, che salvò il bestiame. Proprio per ringraziare la Madonna di quel miracolo, la popolazione di Monticello edificò questo santuario, proprio nel punto che, in quell'agosto, fu ricoperto da un manto di neve. Miracolo o semplice tradizione popolare, sta di fatto che molta gente è devota a questa "piccola Lourdes", che oggi chiede aiuto per realizzare il restauro e un completo recupero.
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