Sicurezza
Martedì, a Scarlino, ulteriore incontro col contestato assessore Rustici
Caro mensa: i genitori dicono ancora no
Alfredo Faetti
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A MENSA. Bambini seduti durante il pranzo scolastico sempre più caro 2 MINUTI DI LETTURA
SCARLINO. Continuano le polemiche attorno al conguaglio chiesto ai genitori degli alunni di Scarlino per pareggiare il pagamento dell'aumento tariffale dei primi 4 mesi del 2010. A sollevare la questione è la lista La Rinascita di Scarlino, che accusa l'amministrazione di scarso rispetto dei suoi cittadini, paragonandola ironicamente al Marchese del Grillo, il personaggio di Sordi, e alla sua famosa battuta "perché io so io, e voi non siete un...". «I nostri amministratori approvano delibere onerose per i cittadini e pretendono che essi paghino retroattivamente per il passato - si legge nella nota della lista -; è il caso dell'aumento del costo della mensa e dello scuolabus, ingiusto non solo perché in un momento di grande difficoltà l'amministrazione fruga nelle tasche delle famiglie, ma, soprattutto, perché obbliga loro a pagarlo retroattivamente da gennaio 2010». Le parole di Paolo Rustici, assessore della pubblica istruzione, dopo la minaccia dei genitori di non pagare questo conguaglio, non sembrano aver stemperato i toni, così come la decisione di far pagare a rate le tariffe. Infatti, la settimana scorsa, quando il Comitato dei Genitori di Scarlino e altre mamme iniziarono una raccolta di firme per opporsi a questa decisione, Rustici spiegò che la retroattività degli aumenti tariffali è imposta dalla legge nazionale e che i bilanci si riferiscono all'anno solare (2010) e non a quello scolastico (2009/2010). Il momento per far chiarezza su questa vicenda è martedì, quando l'assessore incontrerà i genitori alla Consulta della Scuola. In ogni caso le mamme hanno dalla loro parte la lista d'opposizione capeggiata da Mauro Erminio Ontani, il quale torna a sottolineare come gli accordi presi a settembre tra amministrazione e genitori siano cambiati. «Tu amministratore - dice - hai fatto un patto con i genitori all'inizio dell'anno scolastico in cui ti impegnavi a fornire un servizio, chiedendo alle famiglie un determinato contributo. Ora invece rivedi il patto, obbligando i genitori, a sottostarvi».
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