Il Tirreno

Grosseto

Evasione record: 27 milioni

Federico Lazzotti
<b>INDAGINI </b>Effettuate dalla Tenenza di Orbetello e dal nucleo Triburario di Grosseto
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INDAGINI Effettuate dalla Tenenza di Orbetello e dal nucleo Triburario di Grosseto

Nel mirino cinque società edili e un autosalone

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 GROSSETO. Società edili usate come scatole cinesi dalle quali far transitare fatture false per alleggerire le dichiarazione dei redditi, oppure macchine nuove o usate vendute a un prezzo x per poi dichiararne un costo y, sempre più basso rispetto a quello effettivamente pagato dal clienti. L'obiettivo comune sempre il medesimo: raggirare il Fisco.  È una maxi evasione fiscale da oltre 27 milioni di euro quella scoperta e contestata dalla guardia di Finanza grossetana a carico, nel primo caso, di cinque società edili con base tra Orbetello e Monte Argentario, mentre nel secondo caso nel mirino delle fiamme gialle è finito un autosalone di Follonica. Cinque, per il momento, le persone denuciate a vario titolo, mentre entrambi i casi sono stati segnalati all'Agenzia delle Entrate.  Calce gonfiata. La prima operazione è stata eseguita dai militari della tenenza di Orbetello. Nel mirino degli investigatori alcune società, tutte collegate tra di loro, che lavorano nel settore dei materiali edili. Secondo gli inquirenti, la presunta frode era stata costruita e pensata attraverso marchingegni fiscali particolarmente sofisticati e si basava sostanzialmente sull'utilizzo e la conseguente contabilizzazione di fatture emesse per operazioni inesistenti. In sostanza le società emettevano fatture tra di loro senza che ci fosse passaggio di soldi.  I finanzieri, passando al setaccio numerosi conti correnti intestati in particolare ai parenti degli indagati, e principalmente a un professionista grossetano ritenuto la mente del sodalizio, hanno effettuato un complesso lavoro di ricostruzione dei volumi d'affari che riguarderebbe gli ultimi tre anni. «Il collegamento era proprio il professionista grossetano - ammettono gli inquirenti - che nelle cinque diverse società ricopriva quando il ruolo di amministratore, quando quello di socio oppure di consulente esterno».  Spulciando fatture e dichiarazioni sarebbero stati accertati ricavi sottratti al Fisco per oltre 12 milioni di euro, nonché una evasione dell'Iva per oltre 5 milioni e un'Irap dovuta per oltre 547 mila euro.  Quattro le persone denunciate a piede libero alla procura della repubblica presso il tribunale di Grosseto, che a vario titolo dovranno rispondere di reati tributari: dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti e presentazione della dichiarazione dei redditi infedele in violazione al decreto legislativo 74/2000 che regola le violazioni fiscali.  Marmitta truccata. Da Orbetello a Follonica il minimo comune denominatore è sempre l'evasione. Nell'occhio del ciclone delle Fiamme gialle, in questo caso è finito un autosalone. Tra il 2005 ed il 2008 - secondo gli investigatori - sono stati accertati ricavi sottratti alla tassazione per oltre 15 milioni di euro, nonché una evasione all'Iva per oltre 3 milioni e un'Irap dovuta per oltre 75 mila euro.  Il sistema di frode si sarebbe basato, in questo caso, soprattutto su sottofatturazioni sia del nuovo che dell'usato. In particolare i militari, dopo aver inviato numerosissimi questionari ai vari clienti dell'autosalone, hanno proceduto a riscontrare i documenti fiscali con le dichiarazioni rese dai clienti. Ed ecco la sorpresa: quasi tutti hanno raccontano di aver pagato l'auto più di quando fosse stato sottoscritto, esibendo spesso anche fotocopie di assegni e distinte di versamento. «Se la macchina costava ventimila euro - racconta un testimone - ci mettevamo d'accordo per dichiarare qualche migliaio di euro in meno». Questo sistema era senza dubbio più facile sull'usato anche se in qualche caso sarebbe avvenuto anche per le vetture nuove.  Tra l'altro la società proprietaria della concessionaria - spiegano le Fiamme gialle - era finita nel mirino del Fisco perché era emerso un reddito relativamente basso rispetto al presunto giro d'affari. Anche in questo caso il responsabile dell'autosalone è stato denunciato in Procura per una serie di violazioni sulla normativa fiscale.

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