Il Tirreno

Grosseto

Migliaia di castagni verso la morte

Fiora Bonelli
Migliaia di castagni verso la morte

Tagliare e bruciare la legna unica arma contro l'insetto killer delle piante

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Decine di migliaia di castagni sono in pericolo sia sul Monte Amiata sia in tutte le località collinari dell'entroterra maremmano: l'invasione dell'insetto Cinipide Galliceno è arrivata anche qui. Quella che viene chiamata volgarmente la peste del castagno rappresenta un duro colpo sia per l'economia montana che per l'intero ecosistema. Stati generali a Casteldelpiano mercoledì sera, al palazzo pubblico, per fare il punto e tentare di fronteggiare il temibile Cinipide Galligeno dei castagni, che dopo essersi insediato in alcuni castagneti lo scorso anno, adesso ha acceso numerosissimi focolai in svariate zone amiatine. Tanti castanicoltori in sala, ad ascoltare il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, il Presidente della Comunità Montana, Franco Ulivieri, il presidente dell'associazione della castagna Igp, Lorenzo Fazzi, il rappresentante del Consorzio forestale Amiata, Franchi, e Fausto Fabbrizzi del Corpo forestale dello Stato di Grosseto. Da parte di tutti quanti, un vero e proprio bollettino di guerra, e una chiamata alle armi per i castanicoltori, molti dei quali con i castagneti ormai aggrediti irrimediabilmente dal temibile insetto cinese. Tanto che il sindaco Franci ha annunciato che la mattina seguente (giovedì ndc) avrebbe emesso un'ordinanza (già pubblicata anche dal sindaco di Seggiano Daniele Rosssi), che impone di monitorare i castagneti, di denunciare la presenza eventuale del parassita e poi, eventualmente, di potare e bruciare. Altro al momento non è possibile. E dunque, come tutti gli esperti e le istituzioni hanno sottolineato, non si tratta neppure di provare a sterminare il flagello, ma a rallentarne la diffusione. Sì, perché la peste castanicola si diffonderà, prima o poi, dappertutto, riducendo la produzione dell'80%, con gravi danni per tutta la filiera. Non servono battericidi (vietatissimi, peraltro e con conseguenze penali), non ci sono sistemi chimici, ma solo la speranza di poter lanciare un insetto antagonista, studiato e prodotto dall'Università di Torino, con cui la Regione Toscana ha fatto una convenzione, come ha ricordato Lorenzo Fazzi. E quest'anno alcune coppie di questo antagonista saranno lanciate nei castagneti di Sorano, primo ad aver denunciato la malattia. Soltanto il il prossimo anno, forse, si potrà incominciare la cura negli altri castagneti della zona amiatina: Pian del Ballo, la Burlana, il Fusaio, Piana Buia, e gli altri dove, dopo la diffusione dell'insetto di quest'anno che è atteso a giorni, si anniderà il cinipide. Intanto le larve infestano e distruggono ettari di castagni, porrina compresa, e pensare di potare tutto e bruciare è praticamente impossibile.

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