Il dolore
Arriva la seconda sala parto
Guido Fiorini
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ASL 9. Il reparto di ostetricia e ginecologia; a sinistra sopra il dg Mariotti, sotto Zuccherelli con Becherucci, primario a Orbetello Il dg Mariotti: «Progetto pronto, potenziamo il servizio»
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GROSSETO. In oltre diecimila, da giorni, criticano l'Asl in tre gruppi nati su Facebook: sotto accusa il "punto nascita" di Grosseto, la chiusura di quello di Orbetello, la prevista riduzione di posti letto al Misericordia, in alcuni reparti, in estate. Un "tam tam" virtuale che è arrivato fino a villa Pizzetti, tanto che il direttore generale Fausto Mariotti e quello sanitario, Danilo Zuccherelli, fanno un po' di ordine fra accuse e commenti velenosi. E sono i primi a riconoscere che il "punto nascita" di Grosseto ha bisogno di investimenti e miglioramenti tanto che, ben prima che iniziasse la petizione virtuale, avevano già dato mandato di studiare una soluzione per realizzare la seconda sala parto. Ora il progetto è pronto. «Su ostetricia e ginecologia siamo pronti a investire - chiarisce subito Fausto Mariotti - e certo non abbiamo atteso Facebook per farlo. Già alla quarta commissione regionale in visita a Grosseto (quella che segue la sanità, ndr), mesi fa, feci presente la nostra intenzione di fare alcuni miglioramenti complessivi sui reparti del punto nascita». Non su tutto, però, la direzione aziendale concorda con le proteste su Facebook. In qualche caso le accuse danno l'impressione di essere "pilotate" dall'interno e, sopratutto, riportano dati non veri, su tutti un "taglio" ai posti letto in ostetricia e ginecologia che, invece, non c'è mai stato. Anzi, i posti a disposizione sono aumentati di dieci unità. Certo, ma la direzione non lo dice, anche l'imminente scelta del nuovo primario in qualche modo sta pesando, visto che adesso alla guida c'è solo un "facente funzioni", il dottor Mazzullo. Niente tagli. «La protesta sul punto nascita di Grosseto - dice il dg Fausto Mariotti - parte da un presupposto falso: il taglio di posti letto. Non è così, anzi. Prima dei 32 posti una decina venivano usati per le donne che dovevano essere operate: erano accanto a quelle che dovevano partorire. Noi abbiamo trasferito quei posti in chirurgia, recuperando dieci letti, che il dottor Mazzullo ora impiega per la "patologia ostetrica", cioè per le signore che hanno gravidanze complicate. Anche queste, prime, erano con le altre. Quindi di cosa stiamo parlando? Di fatto i posti sono cresciuti, non diminuiti». Certo i 1525 parti annui fatti a Grosseto sono un numero importante, considerando anche che il numero dei cesarei è mediamente basso (il 17,6%). Di fatto, però, una sola sala parto (e due sale travaglio, due chirurgiche e una ambulatoriale e una post-partum, ndr) non basta più: «Come ho detto, siamo pronti a investire, anche perché siamo al centro di un territorio vasto e complesso. Ci metteremo risorse, a partire dalla realizzazione della seconda sala parto, ma faremo anche molta attenzione alla qualità delle persone che ci lavoreranno». Orbetello. Difficile, comunque, che l'Asl possa riaprire il punto nascita di Orbetello. Tanto meno quello di Massa Marittima: «Miglioreremo il servizio nel suo complesso - spiegano Mariotti e Zuccherelli - ma non possiamo tornare indietro su una decisione presa (nel giugno 2007, ndr) non per motivi di risparmio, ma di sicurezza. Sotto i 500 parti all'anno, infatti, un'équipe medica non mantiene la corretta "sollecitazione professionale", lo dicono tutti gli studi, lo confermano gli esperti. E a Massa se ne facevano 200, a Orbetello poco più di 300. Pur investendo, quindi, manterremo sempre una sola équipe medica. Poi potremo avere una migliore selezione delle pazienti fra parti naturali e con problemi, una migliore assistenza complessiva e un'attenta gestione dei ricoveri. Gli oltre 1500 parti che si fanno a Grosseto sono garanzia di sicurezza e qualità». I "tagli" estivi. Le proteste sul social network sono dovute anche al previsto taglio di posti letto, in alcuni reparti del Misericordia, in estate. E su questo punto il dg Mariotti proprio non è d'accordo: «Succede ogni anno, in ogni ospedale. C'è un calo normale delle richieste di interventi programmati: pochissimi vogliono operarsi in luglio e agosto. E quindi servono meno letti. Inoltre il contratto di lavoro ci impone di dare almeno 15 giorni di ferie a ogni infermiere fra giugno e settembre. Questo non toglie che per le urgenze tutto resta come prima. Anzi, nelle zone turistiche, potenziamo i servizi, dalle guardie mediche ai punti di soccorso. I turisti vengono da un pezzo da queste parti, abbiamo i dati storici degli interventi sui quali basare l'impiego delle risorse». L'intensità di cura. Ma in atto è anche una riorganizzazione interna dei reparti. Anche il Misericordia sta passando all'intensità di cura: in sostanza i malati non saranno più aggregati per patologia, ma per bisogno assistenziale infermieristico e clinico. In parole povere: quelli più gravi insieme, quale che sia la patologia: «Stiamo passando dal reparto classico, con il suo primario, a dei "setting" (questa la nuova denominazione delle aree di cura, ndr) in cui ci saranno malati con le stesse necessità: questo è possibile anche perché la professione dell'infermiere è sempre più evoluta e ormai prevede un corso di laurea. Il primario, invece, avrà i propri malati in più "setting"». Questo avviene anche perché, in molti reparti, l'utilizzo di posti letto è scarso: «Ci sono reparti che hanno un tasso di occupazione dei letti fra il 40 e il 50% e, magari, infermieri per il 100%. Noi stiamo solo razionalizzando, visto che spendiamo soldi pubblici». Il nuovo ospedale. Le ultime parole sul nuovo padiglione, con la variante del Comune ancora ferma: «Si sono persi un paio di mesi, è vero, ma la Regione è avvertita e i soldi non si perdono. Anzi, proprio domani (oggi, ndr) è previsto un incontro fra gli uffici del Comune, i nostri direttori amministrativo e dell'area tecnica e l'avvocato Stolzi, nostro consulente, per superare le ultime formalità».
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