Lutto
Danneggiamento, pistole e furto
Rapina in banca tre sotto accusa
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Prima tappa giudiziaria per la rapina alla Banca Popolare dell'Etruria di via Giusti che il 21 gennaio 2008 fruttò un bottino di oltre 268mila euro. Tre siciliani, ritenuti coinvolti nel colpo, sono stati rinviati a giudizio per tre reati collaterali: danneggiamento del cancello posteriore del vano caldaia (da cui i banditi erano poi entrati all'interno), porto di due pistole, furto della Fiat Uno rubata ad Albinia sei giorni prima e utilizzata per la rapina. Sebastiano Franco Sapia, 41 anni, ritenuto il capo, Sebastiano Chiarenza, 45, e Matteo Mannino, 47 (i primi due detenuti, il terzo latitante), sono stati rinviati a giudizio per l'udienza del 13 ottobre per questi tre reati. C'è un quarto imputato, Marcantonio De Angelis, 49 anni (non luogo a procedere), arrestato con Sapia e Chiarenza nel giugno scorso. Secondo l'accusa, Sapia e Chiarenza avrebbero compiuto materialmente la rapina mascherandosi, De Angelis e Mannino avrebbero partecipato alla preparazione: De Angelis avrebbe fornito appoggio logistico prendendo in affitto un immobile a Fiumicino. La banda avrebbe effettuato un sopralluogo il 10 gennaio, rompendo il cancello del vano caldaia della banca. Cancello rotto anche il giorno della rapina. PROSSIMA UDIENZA 17 SETTEMBRE Autopsia su Ginanneschi GROSSETO. È il momento dell'attesa. Saranno discussi solo all'udienza del 17 settembre - data già fissata sempre in sede di incidente probatorio davanti al giudice Mezzaluna - i risultati dell'autopsia eseguita ieri mattina sul corpo di Andrea Ginanneschi, 46 anni, morto l'altra settimana dopo essere rimasto ferito nella sparatoria in piazza Albegna-Fabbrini del 24 febbraio. Gli avvocati Paolo e Luciano Serra, difensori del vigilante Antonio Domenico Ruta, hanno nominato un proprio consulente: il dottor Francesco Loreti Romantini, medico legale di Roma, che seguirà le operazioni del professor Mario Gabbrielli. Nessun esperto ha nominato l'avvocato Roberto Baccheschi, che assiste Simonetta Quinti, convivente di Ginanneschi. Il quesito è naturalmente stabilire quale relazione vi sia tra il colpo di pistola e il decesso. L'avvocato Patrizia Pagano rappresenterà nel procedimento la figlia di Ginanneschi, 6 anni. OPERAZIONE ANTIDROGA Le ragazze ai domiciliari GROSSETO. Sono state messe agli arresti domiciliari, dopo l'interrogatorio davanti al giudice Molino, le due ragazze arrestate dai carabinieri sull'Aurelia a Spadino per droga. Sono Jennifer Portioli, 21 anni, estetista, e Valentina Rossi, 28 anni, cuoca. I militari avevano sequestrato trentaquattro capsule contenenti eroina e cocaina, che la Portioli aveva nascosto nelle parti intime, mentre l'amica custodiva due capsule in una tasca dei jeans.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google