Il Tirreno

Grosseto

Prese a calci la moglie incinta

Artigiano condannato a 8 mesi per maltrattamenti

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 GROSSETO. «Mi picchiava, sì. Mi aveva preso a calci anche quando ero incinta al sesto mese». Moglie contro marito nell'aula del Tribunale. Non solo per la separazione per colpa promossa dalla donna ma anche per i maltrattamenti di cui l'uomo si sarebbe reso responsabile per quasi due anni e mezzo. Lui, 43 anni, un artigiano abitante in provincia di Caserta, è stato adesso condannato a 8 mesi dal giudice Puliatti che ha mitigato in parte la richiesta del pm Pizza (10 mesi). La donna, una grossetana oggi 37enne, aveva sporto querela nell'ottobre 2005, dopo un lungo periodo di sopportazione: era innamorata, aveva nascosto tutti gli episodi di violenza ai suoi genitori e quando qualcuno le chiedeva qualcosa aveva mascherato le botte con un cadute accidentali. Sperava ancora di recuperare il rapporto con l'uomo che aveva sposato nel 2003: da questa unione verso la fine di quello stesso anno era nato il bambino. La situazione era andata peggiorando con il passare del tempo e sempre più frequenti erano diventate le "fughe" della donna da casa. «Mi picchiava, specialmente dopo che si era ubriacato. Mi ha picchiato anche quando ero in gravidanza, anche in presenza di mio padre». Minacce e offese non si contavano più. Stando a quanto dichiarato dalla donna, lui avrebbe minacciato di buttare lei dalla finestra: «Ti ammazzo». E al contempo all'indirizzo della donna erano volate stoviglie e oggetti, anche la macchinetta per il caffè.  La donna si era decisa a presentare querela due giorni dopo l'episodio che l'aveva costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso: un trauma da percosse al volto e la bacino, conseguenza di colpi al viso e al fianco dopo averla inseguita e bloccata. Eppure il legame non si era interrotto del tutto. I due continuavano a stare nella stessa casa, anche dopo la querela, perché sistemazioni diverse non erano possibili. Finalmente, lui era andato via, a Napoli, ed era tornato a vedere il figlio, periodicamente secondo quanto disposto dal giudice.  La donna ha testimoniato in aula, ripercorrendo quei mesi d'inferno. Sentiti anche il padre della donna, che ha confermato le parole della figlia, e un carabiniere vicino di casa della coppia, che aveva udito frequenti liti. P.S.

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