Attenzione
«Passerella finanziata da Comune e Ministero»
Gabriele Carotti
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LA PASSERELLA. Al centro dello scontro fra Pd e Di Vincenzo Di Vincenzo alla Paffetti: «Ha tutti gli atti: il materiale è il migliore per una zona di pregio»
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ORBETELLO. «Sono rimasto letteralmente sbalordito leggendo le dichiarazioni della Paffetti sulla realizzazione della passerella in prossimità del museo Guzman». L'assessore Di Vincenzo risponde al consigliere del Pd Monica Paffetti. Fa sapere Di Vincenzo, che l'intervento di recupero ambientale cui si fa riferimento è stato oggetto di un preciso Protocollo d'Intesa, sottoscritto tra il Comune di Orbetello e il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare, in virtù del quale la spesa complessiva di 350.000 € è stata finanziata per 250.000 € con il relativo contributo ministeriale e i restanti 100.000 € a carico del Comune. Del contributo ministeriale è stato dato puntuale informazione ai consiglieri, sia con la delibera di Giunta n. 392 del 24.11.2008 con la quale è stato approvato il progetto definitivo dell'opera. L'ex sindaco fa una precisazione riguardo alla ruggine alla quale faceva riferimento il consigliere di opposizione, infatti ricorda Di Vincenzo che «Non c'è nessun problema di "ruggine": è lo stesso materiale ad "auto proteggersi" dalla corrosione senza necessità di ulteriore verniciatura che, quella sì, avrebbe rischiato avere un impatto negativo per una zona di pregio». Ammonisce la collega invitandola a controllare l'esattezza delle proprie convinzioni attraverso la lettura degli atti o verificando direttamente con gli organi competenti, precisando che dovrebbe essere ormai chiaro che quando il Comune riceve un contributo dallo Stato per realizzare un'opera, lo stesso contributo è finalizzato solo a quella e non può essere utilizzato per altri scopi. Per quanto concerne il ritardo nella conclusione degli appalti del palazzo di piazza del Popolo e della Torre dell'Orologio anche in questo caso fa una precisazione ricordando che tali ritardi non sono imputabili agli uffici comunali, ma alle ditte: «Dal 1997 sono state tre le ditte che non hanno rispettato i tempi contrattuali previsti, ed alle quali sono state e saranno applicate le penali di legge». Ritardi che hanno arrecato danni e costi maggiori, come per la Caserma dei Carabinieri di Albinia.
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