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Grosseto

«Sono un commerciante», ecco la maglietta per gli ambulanti

<strong>AMBULANTI </strong>stranieri sulla spiaggia di Follonica
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AMBULANTI stranieri sulla spiaggia di Follonica

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FOLLONICA. Una maglia con su scritto "Io sono un commerciante": così sulla spiaggia follonichese quest'estate si riconosceranno i venditori ambulanti autorizzati. Proprio come nella vicina Castiglione, dunque, anche a Follonica sarà una t-shirt a consentire di distinguere tra "regolari" e abusivi, tra chi può e chi non può vendere. L'estate è alle porte e la città del golfo si riempie di venditori stranieri. Se ne vendono tantissimi in giro, per le strade, nei parcheggi, agli ingressi dei supermercati, ma soprattutto in spiaggia. Basta stendere il telo da mare sulla sabbia, che già qualcuno è lì pronto a venderti qualcosa; o parcheggiare per esempio davanti al mercato coperto, nel cuore della città, dove dopo averti indirizzato al posto libero, un ragazzo di colore ti offre fazzoletti, accendini, calzini e via dicendo.  Ma queste persone sono autorizzate? E soprattutto cosa fa l'amministrazione per sconfiggere il fenomeno dell'abusivismo? Molti a Follonica nel dubbio si lamentano. In realtà sono solo venticinque le autorizzazioni alla vendita - ed esclusivamente sulla spiaggia - rilasciate dal Comune. Gli altri "venditori" che girano per la città sono tutti abusivi. Così per riconoscere i regolari dagli irregolari, gli stabilimenti balneari di Follonica hanno proposto al Comune che gli ambulanti autorizzati indossino una maglietta "identificativa": stessa cosa avviene a Castiglione della Pescaia. E il Comune, come spiega il sindaco, si è detto favorevole ad accogliere questa istanza dei gestori dei bagni.  «Per noi non ci sono problemi: attendiamo la proposta definitiva che ci verrà fatta dagli stabilimenti balneari e poi prenderemo una decisione», conferma Eleonora Baldi. «Solo venticinque venditori hanno il regolare permesso di vendita per quanto riguarda la spiaggia. Gli altri, quelli che si vedono in città, sono abusivi, non hanno nessuna autorizzazione».  Dunque come intende procedere l'amministrazione per affrontare il problema? «Stiamo mettendo in atto una strategia d'intervento con la Prefettura di Grosseto, che coinvolge tutte le forze del territorio. Noi abbiamo l'obbligo di sequestrare la merce e chiaramente identificare il venditore abusivo, le cose cambiano se c'è anche la contraffazione dei marchi, dove ci sono implicazioni che competono alla guardia di finanza». P.V.

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