Il Tirreno

Grosseto

L'Igs batte la crisi con l'export

Elisabetta Giorgi
<b>AZOTO.</b> Una delle stazioni di produzione della Igs
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AZOTO. Una delle stazioni di produzione della Igs

L'azienda grossetana vende tecnologia in Africa, Dubai e Kazakistan

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 GROSSETO. Dalla Maremma all'Africa; da un anno terribile alla conquista di brevetti internazionali. Dalla crisi dei fatturati a tre progetti in terre di confine: Sahara, Dubai, Kazakistan.  Parabola esemplare, quella della Igs Italia, società maremmana che, passata per le turbolenze della crisi finanziaria, all'estero è riuscita a "strapparsi" un'importante fetta di mercato nel campo dell'alta tecnologia. La società, con sede in via Giordania, fa parte del Gruppo americano Igs (Texas) e fabbrica strumenti che producono ossigeno e azoto, elementi intercettati nell'aria e destinati agli usi più vari: ospedali, prodotti alimentari, Formula 1.  In questi mesi ha vinto alcune commesse importanti in Africa, Emirati Arabi, ex Urss. Ha trainato il gruppo ai vertici mondiali e sbaragliato la concorrenza estera (cinese, americana). Strano ma vero, vincere in Maremma la sfida dell'export. Ieri il presidente dell'associazione Industriali Mario Salvestroni e il direttore Antonio Capone hanno fatto un bilancio lusinghiero dell'azienda, che testimonia l'esportazione del talento "made in Maremma".  «Abbiamo combattuto duramente ma ce l'abbiamo fatta», spiega Oscar De Groen, amministratore delegato, unico straniero (olandese) ai vertici di uno staff di 26 dipendenti al 95% grossetani, quasi tutti a tempo indeterminato: «Io sono l'olio che fa girare un motore profondamente italiano», dice. Tra i maremmani che lavorano in azienda e si spostano in giro per il mondo ci sono Giovanni Zanni (progettazione), Laura Ammiraglia (marketing), Federico Guidarelli (gestione qualità); 7 laureati, 15 diplomati, altri impiegati nel settore marketing e vendita più 16 esterni. Età media 34 anni. «Il 2009 era stato un anno terribile. Fatturati scesi del 20%», dice Salvestroni, e bilancio in perdita. Ma i posti di lavoro sono stati confermati. Quest'anno tendenza invertita, e si ricomincia daccapo con un'esplosione di ordini: «+60% rispetto al 2009 e +50% rispetto al 2007 grazie a finanziamenti del Mps (360mila euro) e della Cassa di Risparmio Livorno-Lucca-Pisa (123mila)».

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