Il Tirreno

Grosseto

Anche Donati se ne va «Non abbiamo più fiducia nel sindaco»

Enrico Pizzi
Anche Donati se ne va «Non abbiamo più fiducia nel sindaco»

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 GROSSETO. «Sono io, siamo noi, ormai, che non abbiamo più fiducia nel sindaco». E così l'assessore dell'Udc Stefano Donati ha restituito le deleghe al sindaco di Castiglione Monica Faenzi. La notizia era nell'aria, soprattutto dopo che sulla vicenda della trasformazione delle destinazioni da ricettive a residenziali delle due rta - il David e l'Alleluja - il sindaco Faenzi aveva fatto rotolare la testa dell'ex assessore Aldo Iavarone, reo di aver votato contro la delibera, in consiglio comunale. Il sindaco aveva graziato, invece, Donati che, in consiglio non c'era stato. Ma Donati avrebbe comunque votato contro e così, vista la sorte decisa dal sindaco per chi, secondo lei, si è macchiato di tradimento, anche Donati ha deciso di uscire dalla giunta.  Per l'Udc è solo l'epilogo amaro di un anno in cui con il Pdl castiglionese, e con il sindaco Faenzi in particolare, si sono consumate più fratture. Lo stesso Donati ricorda di essere stato delegittimato già un anno fa, quando «il sindaco decise di sostituirmi nel cda e nell'assemblea della Multiservizi» e per Donati la vicenda specifica si è aggravata il sindaco ha votato l'aumento degli stipendi degli amministratori contro il parere contrario che nell'assemblea precedente io avevo fatto mettere a verbale». Poi la vicenda ultima, delle rta, e l'essere stato accusato di tradimento. «Non vedo - dice Donati - per quali ragioni dovrei restare in giunta».  Il quadro dei rapporti tra Udc e Pdl a Castiglione lo chiarisce anche il segretario comunale Mario Magliozzi che ricorda gli ultimi episodi, da quando, a marzo, in occasione della festa della donna, l'Udc castiglionese regalò mimose con un bigliettino che riportava ciò che aveva fatto il proprio assessore e il sindaco Faenzi, che era candidata alle regionali, non la prese bene e già allora accusò l'Udc, che faceva campagna elettorale per Bosi, di tradimento. E poi, l'ultima accusa di tradimento, per la vicenda delle rta trasformate in civili abitazioni, perché l'Udc, insieme a Lega, Lista civica per Castiglione, e associazione Liberal Radicali, ha detto no.  Il segretario provinciale Gabriele Bellettini ha espresso solidarietà ai due ormai ex assessori, al consigliere Cocchi, ai gruppi politici che «hanno fatto una battaglia di civiltà» e ha sottolineato il fatto che è inaccettabile «che siano tacciati di tradimento assessori che hanno espresso non condivisione per un atto, l'unico in 4 anni, e lo hanno fatto nei luoghi opportuni, senza aggredire né accusare». Bellettini ha ricordato anche che l'Udc è stato leale nell'alleanza, «anche quando c'è stato da ingoiare qualche rospo, ma la lealtà non deve essere confusa con la fedeltà: non siamo dei cani fedeli. Ora - ha aggiunto riprendendo il concetto espresso da Donati - siamo noi a non fidarci del sindaco e ce ne andiamo, senza sbattere la porta, siamo stati eletti a sostegno di una maggioranza e non tradiremo il nostro elettorato, restiamo in consiglio con un'attenzione ancora più forte sui problemi veri dei castiglionesi, su questi la maggioranza ci troverà sempre al suo fianco», ma su una cosa - ha aggiunto Magliozzi - l'Udc sarà sempre all'opposizione, «sulla trasformazione delle rta in civili abitazioni».

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