Il dolore
Castiglione piange il maresciallo
Enrico Giovannelli
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MARESCIALLO. Massimo Fiorio è il primo a sinistra, qui è con Salvatore Di Costanzo e Giovanni Iurato Stroncato da una malattia il comandante dei carabinieri
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CASTIGLIONE. Cordoglio ieri a Castiglione per la scomparsa del Luogotenente Massimo Fiorio, maresciallo dei Carabinieri, comandante della locale stazione. Una malattia incurabile, in poco tempo, ha stroncato il militare a 49 anni, ricoverato da alcuni giorni all'ospedale Misericordia di Grosseto. Lascia la moglie Rita e la figlia di ventidue anni Virginia. Massimo Fiorio era arrivato a dirigere la stazione di Castiglione nel 2004. Originario di Vinadio in provincia di Cuneo, in Piemonte, aveva prestato servizio anche a Milano, poi a Grosseto e Braccagni, per poi stabilirsi a Castiglione, oltre ad aver partecipato ad alcune missioni all'estero. Massimo Fiorio si era subito inserito nella realtà della cittadina costiera. Un maresciallo "all'antica", un vero padre di famiglia. Fiorio non era un carabiniere che si voleva mettere in mostra, anzi. Ricopriva il suo ruolo nel massimo riserbo e correttezza, ma era facile scorgerlo un po' dappertutto. Instancabile lavoratore, aveva l'arma nel cuore. Sapeva dosare umanità e fermezza, ma era sempre pronto ad ascoltare, e intervenire: soprattutto nella stagione estiva, quando Castiglione diventa un vero "porto di mare" e le chiamate si moltiplicano, come le ore di servizio. Per chi aveva la fortuna di conoscerlo personalmente, il primo impatto rendeva bene l'idea: un tipo aperto al dialogo, e sensibile a chi chiedeva aiuto, o solo comprensione, con un timbro di voce rassicurante, caldo e paterno. Un piemontese dai modi gentili: tutto di un pezzo. Una persona a cui era difficile pagare un caffè, perché ti aveva già preceduto, senza nemmeno che uno se ne accorgesse. Forse fumava troppo - «purtroppo è un vizio maledetto - ripeteva - ma le notti sono lunghe». Fin dall'inizio dal suo arrivo a Castiglione si era messo a completa disposizione dei cittadini, che avevano imparato a conoscerlo e rispettarlo, e non tanto per la divisa. Cercava di non mancare mai alle ricorrenze, presenziando gli eventi, e non solo perché invitato istituzionalmente. Viveva il paese come tutti, ed era facile trovarlo al supermercato o in qualche negozio. Con i colleghi di lavoro il rapporto era splendido. I sottoposti lo ricordano con molto affetto: Massimo Fiorio è stato un comandante che si era meritato il rispetto sul campo, e non solo per la crescita della carriera. Ieri molti cittadini sono andati a rendergli l'ultimo saluto direttamente all'obitorio cittadino. I galloni di Luogotenente erano arrivati solo da poco tempo per Fiorio. I funerali si terranno questo pomeriggio alle ore 16 presso la chiesa di Castiglione, in Santa Maria Goretti. Poi la salma sarà cremata a Livorno, prima di essere riportata a casa sua a Vinadio.
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