Il Tirreno

Grosseto

Arrestate con eroina e cocaina

<b>ARRESTATE. </b>Da una pattuglia dei carabinieri
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ARRESTATE. Da una pattuglia dei carabinieri

Estetista di 21 anni e cuoca di 28: grossetane incensurate nei guai

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 GROSSETO. Trentaquattro capsule contenenti eroina e cocaina nascoste nella parte più intima del corpo femminile. Le ha recuperate il personale medico del Misericordia, su disposizione dei carabinieri. Così una 21enne estetista grossetana è finita in carcere, insieme con l'amica (cuoca di 28 anni, grossetana anche lei), che la droga - 2 capsule - la teneva più comodamente in una tasca dei jeans.  La storia si ripete, secondo un copione che purtroppo a Grosseto negli ultimi anni sa di visto e rivisto: giovani insospettabili che s'improvvisano trafficanti di droga, imboccando la facile strada di Napoli. Una girata - in treno o in macchina - a Scampia e dintorni, e il rientro in Maremma con il carico di eroina e cocaina. In parte magari per il consumo personale, ma più pesso da rivendere sul sempre più affamato mercato locale.  L'ultimo caso all'alba di sabato scorso. Le due giovani vengono fermate dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Grosseto sull'Aurelia, località Spadino, mentre rientrano verso il capoluogo. Sono le cinque e mezza e le ragazze - incensurate e convinte di essere alle prese con un controllo di routine - pensano di cavarsela con una scusa qualunque: «Stiamo tornando da Roma - raccontano - dove abbiamo passato una serata con amici». Purtroppo per loro però i militari sanno tutto: dove erano state (a Napoli), perché ci erano state e persino dove nascondevano la "roba".  Non a caso, quando i carabinieri hanno chiedono di dare un'occhiata nella borsa della cuoca, le giovani cominciano a innervosirsi. Poi, da una tasca dei jeans della stessa cuoca saltano fuori due capsule contenenti cocaina, una delle quali già avviata. E a quel punto non rimane che richiedere l'intervento di personale sanitario per recuperare il resto, ovvero l'involucro con le altre 34 capsule custodito nel corpo della più giovane.  L'esito della vicenda va da sé. Jennifer Portioli, l'estetista, e Valentina Rossi, la cuoca, sono state arrestate per detenzione ai fini di spaccio di più di 70 dosi di stupefacente, e portate in carcere a Livorno. Con qualche grana ulteriore proprio per la Portioli, che guidava l'auto di proprietà della madre senza patente e dopo aver fatto uso di cocaina: sul suo capo anche la denuncia per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

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