Il Tirreno

Grosseto

Ora a Castiglione la spaccatura è totale

Enrico Giovannelli
<b>CASTIGLIONE. </b>Il paese e il porto
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CASTIGLIONE. Il paese e il porto

Civica e alleati replicano alla Faenzi: «Un'epurazione, non siamo traditori»

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 CASTIGLIONE. Hanno atteso un giorno, poi la risposta non si è fatta attendere. Il rimpasto di giunta con il ritiro delle deleghe all'ex assessore ai lavori pubblici Aldo Iavarone della lista Civica, ha sollevato la reazione anche stizzita, di chi forse oggi si sente all'opposizione. Daniela Petruzzi, referente della lista Civica difende Iavarone, così come Castiglione al Centro, Lega Nord, Udc,Liberal Radicali, Lista civica per Castiglione.  Sono due distinti comunicati, che hanno anche toni forti.  Scrive la Petruzzi: «Traditore è chi viene meno ad un impegno solennemente assunto. Noi abbiamo deciso nel rispetto del programma elettorale e delle previsioni del piano strutturale».  Continua l'esponente della lista Civica: «Il movimento dichiara che da anni, tramite il suo assessore Aldo Iavarone, lavora con coscienza e correttezza nei confronti della popolazione. L'operosità di Aldo è sotto gli occhi di tutti: il paese in questi anni ha cambiato d'abito. Nessuno di coloro che siedono in consiglio comunale può in coscienza affermare che Aldo non abbia collaborato al raggiungimento degli obiettivi politico-amministrativi della Giunta Faenzi».  Spiega la Petruzzi: «L'ultimo atto della rappresentazione teatrale data nella sede del consiglio comunale nasce da una scelta di coerenza con quanto previsto nel programma elettorale. L'accusa di tradimento nasconde l'impossibilità di confrontarsi e di discutere. Per il fatto che taluno, come si è letto nei giornali e mai smentito, abbia preso impegni, al di fuori delle sedi istituzionali, non può discendere la compressione della libertà di valutazione, peraltro costruttiva, degli altri, pena la vanificazione di ogni forma di dialettica democratica».  Daniela Petruzzi riepiloga le mosse che hanno accompagnato le ultime settimane: dal tentativo di dialogo con il Pdl mai avvenuto, e che ha deciso autonomamente sulla trasformazione delle Rta (senza dunque parlarne fino al dibattito in consiglio), all'estromissioni dei partiti minori. Si chiede la Petruzzi: «Vale la pena, ci siamo chiesti, di sacrificare la possibilità futura di edificare sul territorio a favore dei Castiglionesi? Non siamo traditori. Siamo persone fedeli alle scelte fatte e dichiarate, che vorrebbero solo capire quanti sono gli alloggi che verrebbero "donati" al Comune? Quale è il loro valore commerciale in relazione alla loro tipologia edilizia e alla loro ubicazione? Quanto vale il terreno del Comune su cui si costruisce? A quanto ammonta il vantaggio economico reso al privato a seguito dell'eliminazione del vincolo alberghiero? Quanti sono gli alloggi da realizzare e da collocare sul libero mercato immobiliare? Quale è il valore commerciale presunto delle seconde case in considerazione del fatto che sono ubicate in zone di pregio? Chi costruisce gli alloggi donati?».  Stesso discorso con la replica di Castiglione al Centro, Lega Nord, Udc,Liberal Radicali e Lista civica per Castiglione, a firma di Marco Marchi: «Anche quello che cascò dal ciuco voleva scendere - scrivono». Continua la nota: «Questo antico proverbio sembra molto attinente riguardo l'epurazione fatta dal sindaco Faenzi nei confronti dell'assessore Aldo Iavarone. Anche il più profano oramai da tempo ha avuto sentore della imminente rottura politica. Una separazione politica annunciata prima negli articoli contrari ad alcune posizione del Pdl. Il sindaco non ha fatto altro che anticipare di pochi giorni le inevitabili dimissioni».

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