Toscana
QUELLI CHE RESISTONO
Il bar non va, cucina low cost «Ma il vero problema qui in piazza Dante è il degrado»
El.Gi.
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NUOVE STRATEGIE Maurizio Ricci nel suo locale 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Se qualcuno chiude, c'è chi si "ricicla" per dare un calcio alla crisi. E punta sulla "cucina povera", a basso prezzo. In piazza Dante, l'ex Caffè dei Portici si è trasformato in osteria-enoteca-wine bar. Ed è un altro volto della crisi, segno che anche i bar non se la passano troppo bene. Piazza Dante, che in teoria dovrebbe essere il cuore della città, nella pratica è snobbata o quasi. «Sotto ai portici non c'è passaggio», dice Maurizio Ricci, il titolare che in questi ultimi mesi ha fatto investimenti importanti per cambiare pelle e contenuto al locale. L'attività stentava a trovare la sua "cifra" tra la clientela grossetana? Si cambia. Nato come bar-pasticceria, poi riaperto come bar dall'attuale gestore circa un anno fa, ultimamente zoppicava. «Il bar è un'attività che si concentra sul flusso, ma sotto ai portici non ce n'è. Non avevamo riscontro, eravamo alla "pistolettata" o quasi. Così abbiamo iniziato a fare una valutazione per capire quale strada fosse percorribile. Secondo noi il locale si prestava bene come ristorante, anche per la conformazione, la doppia entrata su via Mazzini e piazza Dante. E abbiamo deciso di puntare sulla "cucina povera" locale, toscana e maremmana, con rapporto qualità/prezzo interessante. Non facciamo gli aperitivi alle 19, quelli col calice fuori, ma un'enoteca "da appoggio" alla ristorazione: chi vuole può venire prima di cena e prendersi un aperitivo», nel senso classico del termine. «Così siamo voluti andare contro la crisi». Il perché del crollo degli affari? Secondo l'imprenditore il tarlo è nel degrado che impoverisce il centro storico, e soprattutto piazza Dante. «Sporcizia, i portici sudici, i fili che pendono. La gente spegne le sigarette nelle colonne. Due mesi fa i problemi furono segnalati ma non è successo niente. I grossetani non sono invogliati a passare sotto ai portici perché non trovano un ambiente decoroso. Potrebbe passarci il turista che taglia la piazza, ma di turismo a Grosseto ce n'è poco». Da qui un appello al Comune. «Ci convochi, cambi rotta sul fronte pulizia, non c'è da investire miliardi ma sensibilizzare. I porticati andrebbero "rivisti" e valorizzati. Chiami i 10 commercianti che lavorano sotto il porticato per valutare una strategia comune». Ricci si dichiara libero, non iscritto a nessuna associazione del commercio. «Sia chiaro, ben vengano le associazioni quando hanno propositi giusti, ma per risolvere questi problemi dovremmo essere chiamati noi, i diretti interessati». Ultimo appello ai proprietari dei fondi: «Si mettano una mano sulla coscienza per proporre affitti ai prezzi equi».
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