Sicurezza
Diecimila adesioni per scuotere l'Asl
Sara Landi
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OSPEDALE. Tre gruppi su Facebook protestano per i punti nascita e i tagli ai reparti: le adesioni sono 10mila Tre gruppi di protesta su Facebook: punti nascita e tagli ai reparti
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GROSSETO. Una mobilitazione virtuale mai vista in provincia. Oltre 10mila adesioni in dieci giorni, e i numeri crescono di minuto in minuto grazie al tam tam dell'era digitale, quello delle bacheche di Facebook. Adesso i fondatori dei tre gruppi Facebook dedicati alla sanità grossetana e ai suoi problemi uniscono le loro forze dando vita ad una petizione legale. Tutto comincia con l'sos lanciato da una mamma in dolce attesa ma con una gravidanza a rischio, Chiara Cichero. Il ricovero nel reparto di ostetricia e patologia neonatale del Misericordia la porta a conoscere le luci e le ombre della struttura in cui operano professionisti eccellenti che non si stanca mai di elogiare. Chiara esce dall'ospedale e ha un'idea: una mobilitazione su Facebook per far presente all'Asl 9 di Grosseto i problemi del reparto, unico punto nascita della provincia, e sollecitare la realizzazione della seconda sala parto, già promessa nei mesi scorsi dai vertici aziendali. «La raccolta firme su Facebook - puntualizza Chiara - nasce dall'esperienza diretta e dai racconti di altre future mamme in alcun modo e titolo coinvolge il meraviglioso staff medico e infermieristico del reparto stesso». Il suo obiettivo è ambizioso, 20mila firme, ma certo non si sarebbe aspettata di raccogliere oltre 6mila adesioni in dodici giorni. E soprattutto che il suo esempio potesse far nascere gruppi gemelli. Ma la petizione on line funziona e fa discutere tanto che, sono voci di corsia, pare che abbia dato una scossa alla progettazione della tanto attesa nuova sala parto che decongestionerà il punto nascita. Sull'esempio di Chiara una giovane mamma orbetellana che ha purtroppo vissuto in condizioni drammatiche la perdita di un figlio, nato morto al quinto mese di gravidanza davanti al pronto soccorso del San Giovanni di Dio, ha dato vita ad un gruppo simile che chiede la riapertura del punto nascita di Orbetello. Perché donne incinte della zona sud possano non solo partorire ma anche essere assistite da ostetriche e ginecologi prima, durante e dopo il parto e in casi di emergenze senza essere spedite a Grosseto. La donna ha nei giorni scorsi deciso di rendere pubblica la lettera toccante con cui nel novembre 2009 chiedeva alla Asl che il sacrificio del figlio non fosse vano. Perchè da Orbetello a Grosseto ci sono quaranta chilometri "che la natura può decidere di non farti percorrere". E ora il gruppo da lei fondato ha già più di 3200 membri. Sono invece oltre 2650 ma anche in questo caso in costante crescita i cittadini di Facebook che protestano contro la riduzione dei posti letto al Misericordia di cui Il Tirreno ha dato notizia lo scorso 24 aprile. Il gruppo l'ha fondato David Fedeli che così ne spiega sul Web le finalità: «Dal primo giugno al Misericordia avverrà la chiusura di molti reparti come gastroenterologia, otorinolaringoiatria, oculistica, neuroriabilitazione, terapia intensiva post-chirurgica». Un taglio di 50 posti letto che l'Asl giustifica con una necessità di razionalizzazione legata alle ferie estive del personale infermieristico ma che cade proprio nel pieno della stagione turistica. Il timore, lo si capisce dai commenti, è che non si tratti di una decisione temporanea ma di un taglio definitivo, visto che anche il Misericordia si avvia sulla strada del nuovo modello di ospedale "per intensità di cura".
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