Sicurezza
30mila euro di pulizie buttati via
Francesca Ferri
Scritte sui muri, luci ko, sporcizia ovunque, che fine hanno fatto i cancelli?
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GROSSETO. La sposa sorride all'obiettivo del fotografo immersa nel panorama più bello della città, quello del Cassero. Ma non è un'istantanea. Perché al fotografo ci vorranno diverse ore di fotoritocco per sistemare il quadretto ricordo. Non per togliere sbavature di trucco, ma per ripulire i muri sullo sfondo da parolacce, scritte, disegnacci volgari, sudiciume. Il degrado del Cassero ha tante declinazioni, non per ultima quella degli album di nozze insozzati dai vandali, come racconta una nota agenzia cittadina. E se le foto si sistemano con Photoshop, non altrettanto facile è ripulire il comportamento incivile delle persone. Solo nell'ultimo anno il Comune ha speso 30mila euro per togliere le incrostazioni di inchiostro, ma sembrano davvero soldi buttati al vento. Tutto è come prima, anzi peggio. Non un centimetro quadrato è stato risparmiato dalle bombolette spray e non è questo l'unico attacco alla fortezza. Luci divelte, telecamere che non funzionano più, vasche piene di immondizia, dai bicchieri di succhi di frutta e tè, ai sacchetti e perfino un ombrello. Se a questo si aggiunge l'incuria con cui è tenuta la fortezza, con erbacce che crescono su tetti e grondaie e sui muri stessi, e i piccioni di casa in ogni anfratto, il quadro è presto completo. Il Cassero, che si mostra un po' vergognoso agli sguardi perplessi dei turisti, chiede aiuto. Diverse le ricette partorite negli anni, per il Cassero e per le mura in generale, dai cartelli dissuasori, al biglietto di ingresso, alle iniziative estemporanee di sindaco e assessori "spazzini" non autorizzati. L'ultima promessa in ordine di tempo è quella che lo scorso agosto annunciava cancelli di protezione, luci e punto di ristoro, ribadita lo scorso febbraio con una delibera di giunta che stanziava una spesa totale di 220mila euro. Ma per quest'estate, a distanza di un anno, sarà operativa solo in parte. «Venerdì scorso - spiega il sindaco Bonifazi - il consiglio comunale ha approvato il piano triennale delle opere pubbliche, nel quale rientra anche il finanziamento per il rifacimento completo dell'illuminazione sulle mura. Siamo dunque in dirittura d'arrivo e abbiamo già comprato i cancelli che chiuderanno il Cassero all'ingresso indiscriminato, per una spesa di 50mila euro. Per l'estate saranno installati insieme alle telecamere di sorveglianza». Cassero off limits? «Tutto il contrario - spiega Bonifazi - perché per farlo rinascere serve aprirlo al pubblico e aprire anche un punto di ristoro». Ma per questo c'è da superare un ostacolo ancora più grosso del degrado: l'accesso. «Le rampe di ingresso - spiega Bonifazi - sono impervie anche per chi non ha problemi di deambulazione. Al momento, il progetto è di ripristinare il montacarichi, ma servirà concordare una soluzione alternativa con la Soprintendenza per avere una rampa facilmente accessibile». I tempi? Non è dato saperli. Nel frattempo, per la Festa della polizia del prossimo 15 maggio sarà installata una scala amovibile, realizzata con un contributo di 9 mila euro della Banca della Maremma. E pur con questi ostacoli, il sindaco è ottimista e annuncia. «A giorni partirà il bando per trovare un gestore per il bar che aprirà nella piazzetta dopo la seconda rampa di scale. Anche in altre due parti delle mura saranno allestiti punti di ristoro da dare in gestione come già avviene con il bar al parco Ombrone». L'ultima cura per il Cassero è dunque quella della "ripopolazione civile". Sui tempi di guarigione, il dottore non si pronuncia. «Non sono cose immediate». In attesa dei futuri lavori, il Cassero rimane in condizioni al limite del decoro. Fa sorridere, del resto, il presidio dell'università di Siena che proprio nel Cassero ha aperto il corso di laurea in "Conservazione, comunicazione e gestione dei beni archeologici". Per gli studenti, la palestra per allenarsi alla professione è proprio fuori la porta dell'ateneo.
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