Il dolore
TALAMONE
Sbarco dei Mille rievocato per pochi intimi
Michele Stefanelli
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ORBETELLO. Capelli e barba molto lunghi, il suo cavallo bianco, due grandi imbarcazioni e gli amici in camicia rossa. Non mancava proprio niente per far rivivere lo sbarco di Garibaldi e dei Mille nel porto di Talamone. Ieri mattina si è svolta la cerimonia per il 150esimo anniversario dell'impresa che si affianca a quelle del comune di Monte Argentario e di tutta l'Italia. Due grandi barche a vela da 25 metri hanno accompagnato il moderno Garibaldi al porto, una delle quali con al timone niente meno che lo skipper Mauro Pelaschier. Ad attenderlo c'erano alcuni rappresentanti dell'associazione nazionale garibaldina, rigorosamente vestiti all'antica e con la classica camicia rossa. I più felici sono stati i ragazzi delle scuole medie di Fonteblanda che hanno potuto gustare la cerimonia con un giro a largo sulle due barche a vela. Una modesta cornice di pubblico ha salutato l'arrivo del moderno Garibaldi con un applauso, mentre la cerimonia è stata colorata dal corteo storico di Orbetello e da alcuni rappresentanti di quello di Monte Argentario. Presenti anche alcuni esponenti delle due amministrazioni. A fare gli onori di casa il discorso dell'assessore alla cultura del comune di Orbetello, Michela Paolini Padovani, alla quale si sono aggiunti i garibaldini d'Italia e lo skipper Pelaschier.
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