Il dolore
Marzio Scheggi: «Non voglio ricandidarmi»
Emilio Guariglia
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SEGRETARIO. Marzio Scheggi Il segretario provinciale uscente: «Epg? Se mi chiamano...»
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GROSSETO. Marzio Scheggi non ha alcuna intenzione di ricandidarsi come segretario provinciale del Pd, mentre è disponibilissimo ad accettare la presidenza dell'Edilizia popolare grossetana, Epg. È lo stesso Scheggi a confermare le voci circolate in questi giorni a mezzo stampa: nessuna manovra "segreta", sembra voler dire l'attuale segretario del maggior partito maremmano, bensì l'esito auspicato di una serie di percorsi politici da condurre alla luce del sole. «Non vi è in atto alcuno scontro nel Pd per gli assetti delle partecipate», esordisce Scheggi. «C'è semmai un confronto politico che riguarda anche gli amministratori su un tema preciso: le trasformazioni in atto all'interno delle aziende di servizio pubblico». In futuro, spiega l'ex sindaco di Cinigiano, anche su precisa indicazione del nuovo presidente della Regione, ambiti come rifiuti, acqua, trasporti e via dicendo dovranno trovare una gestione unificata per tutta la Toscana «così da poter competere con i colossi internazionali e nazionali, come le ex municipalizzate delle grandi città». Ecco perché, dice Scheggi, il Pd maremmano si attrezza per cercare «gli uomini migliori e più competenti» da mettere alla guida di quelle che oggi sono aziende locali o al massimo di area vasta (Coseca, Fiora, Rama etc), in vista del "travaso" in aziende di dimensioni assai più ampie. «In questi anni - rivendica il segretario - qui abbiamo fatto ottime cose: il Coseca ha finalmente un bilancio col segno positivo, l'acquedotto si è ristrutturato, Rama è un'azienda virtuosa». Proprio Coseca e Fiora, tuttavia, hanno i vertici in scadenza di mandato. Ed è evidente - nonostante la diplomazia di Scheggi - che nel Pd e fra i suoi alleati gli appetiti sulle poltrone siano forti. «Di certo - insiste Scheggi - non è questione di duelli tra bersaniani e franceschiniani. Come partito non interferiamo con il lavoro delle istituzioni, ma diamo indicazioni su alcuni punti che derivano da regole e consuetudini riportate anche dal codice etico interno». Scheggi ne cita una su tutte: sì agli uomini migliori, ma anche ricambio. Presidenti e consigli di amministrazione, cioè, non possono durare più di due mandati, ovvero sei anni. Tradotto nell'attualità grossetana, questo significa che né Ceroni (Fiora) né Biliotti (Coseca), entrambi stimati ed entrambi a fine di primo mandato, dovrebbero trovare ostacoli alla conferma. Mentre per Roberto Valente - da 16 anni alla guida (apprezzata) dell'Epg - il discorso si fa più complesso. Ma è vero che Marzio Scheggi è candidato a un'eventuale successione di Valente? «Se me lo si propone - conferma lui - io sono a disposizione». Questo vuol dire che Scheggi non ambisce a vedersi riconfermato alla segreteria provinciale del Pd, anch'essa in scadenza e da rinnovare con l'imminente congresso. E anche qui Scheggi non si tira indietro: «Credo - dice - di aver concluso questa esperienza. Sono stato segretario provinciale in un momento particolare, di costruzione di un nuovo partito. Ho visto passare tre segretari nazionali...». E ora - lasciando in eredità un partito che ha segnato tra le migliori performance elettorali dell'ultimo triennio in Toscana - c'è voglia di cambiare. Un'altra poltrona si libera per il "confronto" interno al Pd?
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