Dal prossimo anno profonda revisione dei corsi offerti dalle superiori
Le scuole amiatine cambiano volto
Fiora Bonelli
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ARCIDOSSO. L'Amiata riflette sul destino dell'istruzione comprensoriale. Infatti, la Comunità Montana sta coordinando un tavolo a cui siedono rappresentanti scolastici, della provincia e esponenti dei governi comunali, "chiamati alle armi"per discutere sugli assetti scolastici e ridisegnare in tempo utile il profilo dell'istruzione amiatina, dopo la riforma Gelmini. Perché nel 2011, infatti, come previsto dalla legge, anche la montagna dovrà essere in grado di posizionarsi in maniera competitiva, efficace e convincenti, nel delicato mondo della scuola, vista anche la nobile tradizione che ha in questo settore da anni ed anni. Un tavolo, dunque, afferma il presidente della Comunità Montana Franco Ulivieri, per discutere l'argomento che ci sta particolarmente a cuore. «Incontri preparatori sono già in corso, perché il nuovo assetto delle nostre scuole deve partire nel 2011. Da noi l'offerta scolastica è quella che stabilimmo 15 anni fa, con 5 autonomie e un ventaglio di opzioni per il superiore che all'epoca calzavano a pennello alle esigenze dei nostri giovani e della società in genere. Dalle nostre scuole sono usciti centinaia di studenti che si sono distinti all'Università, hanno raggiunto posti di prestigio, altri si sono inseriti nel mondo del lavoro appena usciti dalla scuola. E di questo dobbiamo ringraziare studenti, famiglie e corpo docente e non docente, che hanno fatto dei nostri istituti un evidente fiore all'occhiello. Ma adesso - spiega Ulivieri - è tempo di cambiare e di aggiustare il tiro, vista anche la nuova legge, ma visto anche il volto sociale della realtà amiatina, assai modificato. Faccio un esempio - aggiunge Ulivieri - ben venga, ad esempio, una meccanica delle nuove tecnologie, perché, tanto per essere realistici, le nostre aziende utilizzano, tutte, macchine a controllo numerico. Altro punto: ci deve essere un collegamento strettissimo fra scuole ed aziende. Questa è la chiave di volta per entrare dalla scuola nel mondo del lavoro. E per far questo sicuramente dovremo tralasciare alcune specializzazioni per imboccarne altre che i ragazzi potranno spendere subito. Per i nuovi percorsi scolastici dovremo essere pronti a ottobre 2010 e non possiamo permetterci di restare al palo. Al momento, in piena elaborazione e discussione, ci sembrerebbero adatti tre tipi di offerta per il superiore: il liceo, di cui studieremo le discipline e le opzioni più favorevoli, la formazione professionale e un Istituto tecnico. Per ciò che riguarda i licei c'è in discussione anche l'opportunità o meno di dar vita ad un liceo classico». Con la questione dei percorsi formativi, poi, nella scuola amiatina ci sono anche altre questioni. Una fra queste è quella delle autonomie, che fino a questo momento sono state 5. le autonomie sono legate al numero dei ragazzi iscritti, numero che l'Amiata fino ad oggi ha avuto in deroga per la sua montanità. Concetto, questo, adesso abbastanza sfumato ed incerto: «Dobbiamo verificare - continua Ulivieri - se per l'autonomia bastano 300 ragazzi, come è stato finora poiché eravamo zona montana».
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