Il Tirreno

Grosseto

Disaccordi tra genitori: è il movente della lettera minatoria al bimbo muto

<b>BULLISMO.</b> Tra i ragazzini
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BULLISMO. Tra i ragazzini

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 GROSSETO. Venti persone ascoltate, una decina ancora in lista e una certezza: alla base della lettera minatoria nella quale un bambino muto viene definito «un animale» e poco dopo «una bestia» da rinchiudere, ci sarebbero dei disaccordi tra i genitori della classe dove lo studente frequenta la quarta elementare.  È da questi due elementi che i carabinieri stanno cercando di risalire all'autore della lettera arrivata a casa della famiglia il 18 aprile scorso, recapitata senza affrancatura e senza timbro e scritta probabilmente a macchina. Poche righe nelle quali ai genitori viene detto di vergognarsi e di stare attenti «a quello che fate e dite» perché vostro figlio «è un animale libero per la scuola va rinchiuso come le bestie».  Nei prossimi giorni non è escluso che davanti ai carabinieri oltre a maestre e genitori compaiono anche i compagni di classe di Alberto, così abbiamo deciso di chiamare il protagonista di questa storia di intolleranza. L'obiettivo degli inquirenti è quello di ricostruire il clima all'interno della classe e soprattutto all'esterno. Nella denuncia presentata il 19 aprile dai genitori del bambino, infatti, non si fa riferimento solo alla lettera minatoria, ma anche ad altri episodi spiacevoli accaduti nei mesi precedenti, a cominciare da offese, qualche livido e telefonate anonime. Insomma, la lettera, sulla quale è già stasta disposta una perizia calligrafica potrebbe essere sola la punta dell'iceberg dell'intolleranza. F.L.

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