Il Tirreno

Grosseto

Intervento in consiglio comunale

Borghi: «Subito risposte sul futuro del Parco»

Alfredo Faetti
Borghi: «Subito risposte sul futuro del Parco»

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 GAVORRANO. Il sindaco di Gavorrano Massimo Borghi torna a ribadire quanto ha detto il presidente Marras: occorre risolvere la questione del Parco archeominerario delle Colline Metallifere al più presto. «Sono molto preoccupato per la situazione del Parco», ha detto Borghi nell'ultimo consiglio comunale. Anzi, assicura il sindaco, molto più preoccupato di altri.  «Alcuni dei Comuni compresi nell'area non hanno investito alcuna risorsa sul Parco», chiarisce Borghi. «Gavorrano invece nel corso degli anni ha investito nove milioni di euro. Non siamo diventati la sede ufficiale per caso, ma perché l'impegno nostro è sempre stato costante e assiduo».  In questo senso, l'amministrazione gavorranese si è schierata con le altre e con la Provincia per sollecitare l'intervento delle istituzioni nazionali, con tanto di lettera al ministro Prestigiacomo, al fine di ottenere o la proroga dell'attuale comitato di gestione o la nomina di un nuovo presidente. «Il consiglio d'aministrazione del Parco dell'Amiata è stato prorogato senza che nell'area ci sia stato un minimo sviluppo - continua Borghi -. Nel Parco archeominerario, invece, sono stati fatti costanti lavori di rinnovo, ora ospita ogni anno 20mila visitatori». Nelle prossime settimane arriverà la visita dei commissari Unesco, i quali hanno il via libera per assegnare il titolo di Geo-Parco Unesco. «Questo titolo sarebbe un grande prestigio per il Parco. Farebbe risaltare il suo valore e chiamerebbe più visitatori. Ma se i commissari Unesco arrivassero domani, non troverebbero nessuno ad accoglierli».  Un intervento da parte del Governo è necessario. Nella conclusione del suo intervento, Borghi ha spiegato quale è la vera problematica del Parco archeominerario. «Il problema è la gestione. È impensabile che i comuni possano mandare avanti questa faccenda da soli. Servono contributi europei, ministeriali. Ma ad oggi non c'è un organismo che possa gestire questi aspetti. Noi, in quanto comune sede del Parco, non avevamo ancora parlato perché abbiamo preferito aspettare la riunione con Marras e gli altri sindaci, in quanto insieme siamo molto più forti. La lettera al ministero l'abbiamo spedita. Ora pretendiamo delle risposte».

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