Sicurezza
Andrea Ginanneschi stava rubando al bar Bristol; fu inseguito e colpito allinguine da uno degli otto colpi
Indagato per omicidio volontario
Federico Lazzotti
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VITTIMA. Andrea Ginanneschi Ipotesi di reato per il vigilante. Una testimone chiave e alcune registrazioni determinanti
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GROSSETO. Omicidio volontario. È questa l'ipotesi di reato con la quale Antonio Domenico Ruta, 42 anni, professione vigilante, sarà iscritto nel registro degli indagati per la morte di Andrea Ginanneschi, 46, sorpreso lo scorso 24 febbraio a scassinare alcune slot machine all'interno del bar Bristol di piazza Albegna. A questo punto il ladro è stato inseguito dal metronotte tra la piazza e via Adige dove è stato colpito da uno degli otto colpi esplosi dalla Glock calibro 9 in dotazione alla guardia giurata. Sessantotto giorni, tanto è durata l'agonia de "Il cubo" nel reparto di Rianimazione del Misericordia prima del decesso avvenuto nella tarda mattinata di martedì per alcune complicazioni che saranno chiarite dall'autopsia già disposta per martedì prossimo. Le conferma del capo d'imputazione che sarà contestato al metronotte arrivano sia dalla Procura che dagli investigatori coordinati dal pubblico ministero Maria Navarro. Tre gli elementi che stanno determinando la scelta degli inquirenti: la testimonianza di una passante che ha visto il vigilante estrarre l'arma dalla fondina e inseguire il fuggiasco senza intimare l'alt, le immagine registrate dalla telecamera della videoteca "Cinemania" in cui si vede sia Ginanneschi voltarsi impugnando un punteruolo, ma anche la guardia giurata sopraggiungere pochi secondi dopo, divaricare le gambe come si fa prima di prepararsi a sparare. Infine ci sono i rilievi effettuati dai carabinieri del nucleo investigativo la notte della sparatoria e che hanno ricostruito sia la sequenza che la direzione dei colpi esplosi dall'arma del metronotte. In ogni caso per approfondire la dinamica dell'inseguimento il giudice Marco Mezzaluna ha nominato un perito, Sandro Lopez che già giovedì scorso, quando ancora Ginanneschi era in vita, ha effettuato un primo sopralluogo, mentre lo stesso giudice per martedì prossimo, informato del decesso de "Il Cubo", ha disposto un secondo incidente probatorio. Sarà invece il professor Mario Gabbrielli, direttore del dipartimento di scienze medico-legali dell'Università di Siena, a effettuare, sempre martedì mattina l'autopsia su Andrea Ginanneschi. Lo scopo dell'incarico affidato dal sostituto procuratore Maria Navarro è arrivare a stabilire le cause del decesso del 46enne grossetano e quale relazione ci sia stata con la ferita da arma da fuoco che lo raggiunto all'inguine destro. Cinque le operazioni alle quali il ferito è stato sottoposto durante gli oltre due mesi di degenza in cui è sempre rimasto intubato in un letto di Rianimazione. La difesa di Ruta, con l'avvocato Paolo Serra che molto probabilmente sosterrà per il suo assistito la legittima difesa, potrà decidere di nominare un proprio esperto per seguire le operazioni peritali dopo aver già nominato un perito per gli accertamenti balistici. «Siamo vicini al dolore della famiglia della vittima», precisa il legale. Intanto l'avvocato Roberto Baccheschi ha ricevuto l'incarico per assistere, come parte civile nel processo, Simonetta Quinti, l'ultima convivente di Ginanneschi che era divorziato dal 1991 e che da un'altra relazione ha avuta una figlia che ora ha 9 anni.
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