Il Tirreno

Grosseto

LE NUOVE STRATEGIE

Il futuro? Costruzione e gestione di impianti

En.Pi.

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 GROSSETO. Nell'assemblea dei soci di Coseca, il presidente Biliotti ha presentato anche gli scenari futuri su cui l'azienda dovrebbe potersi muovere. A cominciare dal Progetto 6, che deve candidare Coseca, insieme alle altre cinque aziende che operano nei territori di Siena e Arezzo, al ruolo di gestore unico del ciclo dei rifiuti nelle tre province della Toscana meridionale. Si attende il bando, per il quale le aziende sono pronte a costituirsi in raggruppamento temporaneo di imprese, ma non si conoscono con certezza i tempi della pubblicazione del bando stesso. Anche perché, dal momento che la legge nazionale ha abolito gli Ato - e l'Ato era il soggetto che avrebbe dovuto pubblicare e gestire il bando - la palla è passata in mano alla Regione che, in sostanza, dovrà decidere se pubblicare direttamente il bando o se "inventarsi" un soggetto cui delegare questo compito. Una volta pubblicato il bando, ammesso che il raggruppamento di Progetto 6 risultasse vincitore, per il Coseca sarebbe necessario cedere al nuovo gestore unico il ramo d'azienda che fa raccolta dei rifiuti e spazzamento delle strade. In ogni caso, il cda ha immaginato e proposto all'assemblea dei soci, una seconda direttrice in cui l'azienda dovrebbe incamminarsi: la realizzazione e la gestione di quegli impianti che mancano in provincia di Grosseto e che, però, sono necessari per rendere meno costoso il trattamento dei rifiuti. A questo settore, si unirebbe anche quello della produzione di energia elettrica da energie rinnovabili. Due sono i progetti su cui le idee sono più chiare, nel senso che sono stati fatti anche degli studi di fattibilità, e riguardano, ambedue, l'area di Valpiana: si parla di un impianto fotovoltaico da un ettaro e mezzo da realizzare là dove sorgeva la ex discarica delle ceneri, un progetto già autorizzato anche dal Comune, e si parla di un digestore anaerobico per rifiuti organici, anche speciali non pericolosi, provenienti, per esempio, dagli allevamenti o dagli impianti di trasformazione dei prodotti agricoli, un digestore che produca biogas da bruciare per produrre energia elettrica. Per ora idee, da discutere con istituzioni e cittadini.

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